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    Risoluzione consensuale naspi 2024: quando spetta

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    Se stai valutando di concludere il tuo rapporto di lavoro attraverso un accordo con l'azienda, è fondamentale sapere se e quando questa scelta ti darà diritto all’indennità di disoccupazione. Spesso si crede che un'uscita consensuale escluda a priori l'accesso a questo sussidio, ma non è sempre così. In questa guida chiariamo i casi specifici previsti dalla legge in cui la risoluzione consensuale permette di accedere alla NASpI nel 2024.

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    Quando la risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?

    La regola generale è che la risoluzione consensuale non dà diritto alla NASpI, poiché l'indennità è pensata per coprire stati di disoccupazione "involontaria". Un accordo tra le parti, per sua natura, non rientra in questa categoria.

    Tuttavia, la legge prevede due importanti eccezioni in cui è comunque possibile percepire l'indennità:

    • Accordo in sede di conciliazione: se la risoluzione consensuale avviene presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - nell'ambito della procedura di conciliazione prevista per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, come una riduzione di personale. In questo contesto, la legge riconosce una situazione di debolezza del lavoratore che, di fatto, subisce la decisione aziendale.
    • Rifiuto del trasferimento: hai diritto alla NASpI se l'accordo di risoluzione deriva dal tuo rifiuto di essere trasferito in un'altra sede dell'azienda. La condizione è che la nuova sede si trovi a più di 50 km dalla tua residenza o sia raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblico.

    In tutti gli altri casi, inclusa una risoluzione consensuale siglata tramite un semplice accordo transattivo al di fuori delle sedi protette, la NASpI non viene riconosciuta dall'INPS.

    Che differenza c’è tra licenziamento e risoluzione consensuale?

    La differenza fondamentale risiede nella volontà delle parti.

    Il licenziamento è un atto unilaterale, ovvero una decisione presa esclusivamente dal datore di lavoro per porre fine al rapporto.

    La risoluzione consensuale, invece, è un atto bilaterale: un vero e proprio contratto con cui datore di lavoro e lavoratore decidono, di comune accordo, di interrompere il rapporto di lavoro.

    Cosa cambia tra dimissioni volontarie e risoluzione consensuale?

    Anche in questo caso, la differenza è nella provenienza della decisione.

    Le dimissioni volontarie sono un atto unilaterale del lavoratore, che decide in autonomia di lasciare il proprio posto di lavoro.

    La risoluzione consensuale, come detto, richiede il consenso di entrambe le parti per essere valida ed efficace.

    Cosa significa “cessazione per risoluzione consensuale”?

    È semplicemente la terminologia tecnica utilizzata per indicare l'evento che pone fine al rapporto di lavoro. Significa che il contratto è terminato non per una decisione unilaterale - come il licenziamento o le dimissioni - ma per un accordo reciproco tra l'azienda e il dipendente.

    Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?

    Oltre alla risoluzione consensuale al di fuori dei casi visti, non si ha diritto alla NASpI principalmente in due situazioni:

    • Dimissioni volontarie, a meno che non siano per giusta causa - ad esempio per mancato pagamento dello stipendio.
    • Licenziamento per giusta causa, ovvero quando il lavoratore commette una violazione talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto.

    Come funziona la buonuscita in una risoluzione consensuale?

    La buonuscita, o incentivo all’esodo, non è un elemento automatico o obbligatorio nella risoluzione consensuale.

    Si tratta di una somma di denaro che l'azienda può offrire al lavoratore per convincerlo ad accettare l'accordo e lasciare il posto di lavoro. L'importo, le modalità e le tempistiche di pagamento sono oggetto di libera negoziazione tra le parti e vengono definite nell'accordo stesso.

    Qual è l’iter per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro?

    L'iter tipico prevede alcuni passaggi chiave:

    • Una fase di negoziazione informale tra azienda e lavoratore per definire i termini dell'accordo - data di cessazione, eventuale incentivo all'esodo, rinunce a future pretese.
    • La redazione di un accordo scritto che metta nero su bianco tutti i punti concordati.
    • La firma dell'accordo in una "sede protetta", come l'Ispettorato Territoriale del Lavoro o una sede sindacale, per conferirgli piena validità e renderlo inoppugnabile.

    Quali sono le tempistiche per la risoluzione consensuale?

    Non esistono tempistiche fisse stabilite per legge. La durata del processo dipende interamente dalla complessità della negoziazione tra le parti. Può risolversi in pochi giorni, se c'è accordo su tutto, o richiedere diverse settimane se i punti da discutere sono molti. La data di effettiva cessazione del rapporto sarà quella indicata nell'accordo finale.

    Cosa comporta per il datore di lavoro la risoluzione consensuale?

    Per il datore di lavoro, la risoluzione consensuale rappresenta uno strumento per gestire le uscite dei dipendenti in modo controllato e senza rischi.

    Il vantaggio principale è la prevenzione di future controversie o cause di lavoro, poiché nell'accordo il lavoratore solitamente rinuncia a qualsiasi pretesa legata al rapporto di lavoro concluso. Questo offre all'azienda certezza e stabilità.

    Qual è la sentenza della Cassazione sulla NASpI in caso di risoluzione consensuale?

    Più che una singola sentenza, è importante comprendere il principio costante affermato dalla giurisprudenza, inclusa la Corte di Cassazione.

    I giudici hanno sempre ribadito che la NASpI spetta solo in caso di disoccupazione involontaria. Le eccezioni previste per l'accordo in sede protetta e per il rifiuto del trasferimento sono interpretate come situazioni in cui, sebbene l'atto finale sia consensuale, la volontà del lavoratore non è del tutto libera ma è condizionata da una decisione originaria del datore di lavoro.

    Hai ancora dubbi sulla risoluzione consensuale e la naspi?

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