Interrompere un rapporto di lavoro con una risoluzione consensuale è una scelta delicata, che spesso genera dubbi sull'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI. La perdita del lavoro, anche se concordata, non dà sempre diritto a questo sostegno economico. In questo articolo, vedremo insieme quali sono i casi specifici in cui questo diritto è tutelato, secondo le indicazioni fornite dall'INPS.
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Quale risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?
Il diritto all'indennità di disoccupazione NASpI non è automatico in caso di risoluzione consensuale, perché la cessazione del rapporto deve derivare da uno stato di disoccupazione involontaria.
Tuttavia, l'INPS ha chiarito che il diritto spetta in alcuni scenari specifici in cui la volontà del lavoratore non è considerata totalmente libera. I casi principali includono:
- Accordo raggiunto in una sede protetta, come l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, nell'ambito di una procedura di conciliazione.
- Accordo siglato a seguito del rifiuto del lavoratore di essere trasferito presso un'altra sede della stessa azienda, quando questa si trovi a più di 50 km dalla sua residenza o sia raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici.
- Risoluzione che avviene durante il periodo di maternità tutelato dalla legge, cioè dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
- Accordi di risoluzione incentivata, cosiddetto incentivo all'esodo, previsti da contratti collettivi aziendali.
In quali casi la risoluzione consensuale non dà diritto alla NASpI?
In linea generale, ogni accordo di risoluzione che non rientra nelle casistiche tutelate viste sopra non consente l'accesso alla NASpI.
Questo accade perché un accordo privato tra azienda e lavoratore, siglato al di fuori di un contesto protetto o di una specifica procedura di legge, viene assimilato dall'INPS a un atto volontario del dipendente, simile alle dimissioni.
Di conseguenza, se la risoluzione non è motivata da una delle cause che garantiscono la tutela, lo stato di disoccupazione non viene considerato involontario e la domanda di NASpI viene respinta.
A quale circolare INPS fare riferimento?
Il punto di riferimento normativo principale per questi scenari è la Circolare INPS numero 180 del 1° dicembre 2021, successivamente integrata da altri messaggi e chiarimenti.
Questa circolare ha recepito gli orientamenti della giurisprudenza e ha definito in modo dettagliato le condizioni che consentono l'accesso alla NASpI in caso di risoluzione consensuale.
Sebbene online si trovino spesso riferimenti a circolari con date future - come la numero 1 del 2026 o la numero 60 del 2025 - queste non sono al momento pertinenti per l'argomento trattato. Le normative attuali e vigenti si basano sui documenti già emessi dall'Istituto.
Cosa comporta la risoluzione consensuale in generale?
La risoluzione consensuale è un accordo con cui datore di lavoro e lavoratore decidono, di comune accordo, di porre fine al rapporto di lavoro.
A differenza del licenziamento - che è un atto unilaterale dell'azienda - o delle dimissioni - che sono un atto unilaterale del lavoratore - qui entrambe le parti concordano sulle modalità e i tempi della cessazione.
L'accordo stabilisce la data di fine del rapporto e può prevedere eventuali condizioni aggiuntive, come il riconoscimento di un incentivo economico all'esodo. Con la risoluzione, il lavoratore ha comunque diritto a ricevere il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - e il saldo delle competenze maturate, come ferie e permessi non goduti.
Come assicurarsi che la procedura telematica sia corretta?
La corretta compilazione della procedura telematica di cessazione del rapporto di lavoro è un passaggio fondamentale per non compromettere il diritto alla NASpI.
Quando la risoluzione avviene, il datore di lavoro deve inviare la comunicazione obbligatoria al Centro per l'Impiego, inserendo la causale corretta che identifichi la natura tutelata dell'accordo.
Una causale errata o generica potrebbe essere interpretata dall'INPS come una cessazione volontaria non tutelata, portando al rigetto automatico della domanda di disoccupazione. È quindi cruciale verificare che la procedura rispecchi fedelmente le condizioni dell'accordo raggiunto.
Hai ancora dubbi sulla risoluzione consensuale e la NASpI?
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