Giusto.

    Risoluzione per trasferimento oltre 50 km: spetta la naspi?

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    Ricevere una proposta di trasferimento a una sede di lavoro molto distante può generare dubbi e incertezze sul proprio futuro professionale. Se stai valutando le tue opzioni, in questo articolo troverai informazioni chiare su come la legge tutela il lavoratore in queste situazioni, chiarendo in quali circostanze una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro può dare accesso all'indennità di disoccupazione NASpI. Per affrontare la situazione con sicurezza e avere la certezza di non commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di risoluzione del rapporto di lavoro e accesso alla NASpI.

    In quali casi la risoluzione consensuale per trasferimento dà diritto alla NASpI?

    La risposta è affermativa: la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro che segue un trasferimento a una sede distante dà diritto a percepire l'indennità NASpI.

    Questo accade perché la legge, in questa specifica ipotesi, considera l'interruzione del rapporto come involontaria, equiparandola di fatto a un licenziamento. Il riferimento normativo che chiarisce questo punto è il Messaggio INPS numero 369 del 2018.

    Affinché si abbia diritto alla NASpI, il trasferimento deve però rispettare precise condizioni, ovvero quando la nuova sede di lavoro supera una delle seguenti soglie:

    • Si trova a oltre 50 km dalla residenza del lavoratore.
    • È raggiungibile in un tempo superiore a 80 minuti utilizzando i mezzi di trasporto pubblico.

    Se il trasferimento rispetta almeno una di queste due condizioni, la risoluzione consensuale è considerata una causa di disoccupazione involontaria e permette l'accesso all'indennità.

    Qual è la procedura corretta da seguire?

    La procedura prevede che il lavoratore manifesti il proprio rifiuto al trasferimento proposto dal datore di lavoro.

    A seguito di questo rifiuto, le parti possono quindi accordarsi per una risoluzione consensuale del rapporto.

    Un passaggio cruciale, come indicato dall'INPS, è la corretta formalizzazione della causale durante la procedura telematica di risoluzione. È fondamentale che venga indicata in modo chiaro e inequivocabile la motivazione, cioè il "rifiuto del trasferimento oltre i 50 km".

    In questa specifica casistica, non sono richieste documentazioni accessorie particolari per formalizzare l'accordo.

    Che differenza c’è con le dimissioni per giusta causa?

    Un lavoratore che riceve una proposta di trasferimento che supera i limiti di distanza o tempo potrebbe anche optare per le dimissioni per giusta causa, ottenendo ugualmente il diritto alla NASpI.

    Tuttavia, è importante conoscere una differenza sostanziale. In caso di dimissioni per giusta causa, l'INPS potrebbe richiedere al lavoratore di dimostrare che il trasferimento non era giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive dell'azienda.

    La risoluzione consensuale, al contrario, tende a semplificare il processo, poiché l'accesso alla NASpI è legato direttamente al rifiuto oggettivo di un trasferimento che supera i limiti stabiliti dalla normativa, senza la necessità di contestare le ragioni aziendali.

    Hai bisogno di chiarimenti sulla risoluzione consensuale per trasferimento?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali passi compiere per tutelare i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di trasferimento.

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