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    Se mi licenzio: dopo quanto la disoccupazione?

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    Stai valutando di presentare le dimissioni e ti chiedi quali tutele economiche ti spettino una volta terminato il rapporto di lavoro. La possibilità di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI è uno dei dubbi più comuni e la risposta dipende da diversi fattori. In questo articolo analizzeremo in dettaglio i tempi e i requisiti necessari.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e capire fin da subito i tuoi diritti, ti invitiamo a compilare il modulo che trovi in cima a questa pagina. Potrai ricevere una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al diritto del lavoro.

    Entro quanto tempo va presentata la domanda di disoccupazione?

    La tempistica è un fattore cruciale. La domanda di disoccupazione NASpI deve essere presentata all'INPS, a pena di decadenza, entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Tuttavia, per non subire ritardi nell'erogazione, è fortemente consigliabile inviare la richiesta entro l'ottavo giorno successivo alla fine del contratto.

    Questo perché l'indennità NASpI, se la domanda viene presentata entro questo termine, decorre proprio dall'ottavo giorno. Se la domanda viene presentata dopo, l'indennità inizierà a decorrere dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda stessa.

    Posso accedere alla NASpI se mi licenzio volontariamente?

    In linea generale, le dimissioni volontarie non danno diritto all'indennità di disoccupazione NASpI. Questa prestazione è pensata per sostenere i lavoratori che perdono il lavoro involontariamente.

    Esistono però delle eccezioni importanti, prima tra tutte la dimissione per giusta causa, che viene equiparata a una perdita involontaria del lavoro.

    Quali sono i casi di dimissioni per giusta causa che danno diritto alla NASpI?

    La legge riconosce al lavoratore il diritto di dimettersi per giusta causa quando il datore di lavoro commette inadempienze talmente gravi da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto.

    Alcuni esempi includono:

    • Mancato o ritardato pagamento della retribuzione.
    • Comportamenti riconducibili al mobbing.
    • Molestie sessuali sul luogo di lavoro.
    • Modifiche peggiorative delle mansioni lavorative.
    • Spostamento della sede di lavoro non giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
    • Dimissioni presentate durante il periodo tutelato di maternità.

    In queste situazioni, il lavoratore che si dimette ha pieno diritto a presentare la domanda per la NASpI.

    A quanto ammonta l'importo della disoccupazione con uno stipendio di 1300 euro?

    L'importo della NASpI si calcola sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. In linea di massima, l'indennità è pari al 75% di questa retribuzione media mensile.

    Se la tua retribuzione media fosse di 1300 euro, l'importo lordo mensile della tua NASpI sarebbe di circa 975 euro. È importante ricordare che l'importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione, e dall'ottavo mese per i beneficiari che hanno compiuto 55 anni.

    Quanto dura la NASpI?

    La durata della NASpI dipende dalla storia contributiva del lavoratore. L'indennità spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

    La durata massima, in ogni caso, non può superare i 24 mesi.

    Ad esempio, un lavoratore che ha sempre lavorato negli ultimi quattro anni avrà diritto a 24 mesi di NASpI. Un lavoratore che ha accumulato 12 mesi di contributi nello stesso periodo, avrà diritto a 6 mesi di indennità.

    Hai ancora dubbi sulla disoccupazione dopo le dimissioni?

    Se desideri un'analisi approfondita del tuo caso specifico per capire se le tue dimissioni possano rientrare in una giusta causa e quali passi compiere per tutelare i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto.

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