Giusto.

    Se ti licenzi hai diritto alla tredicesima

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    Se stai valutando di presentare le dimissioni, è naturale avere dubbi su quali siano i tuoi diritti, in particolare per quanto riguarda le mensilità aggiuntive come la tredicesima. In questo articolo troverai risposte chiare e ordinate su cosa accade a questa importante parte della tua retribuzione quando decidi di interrompere il rapporto di lavoro.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni e diritti del lavoratore.

    Cosa succede alla tredicesima se mi licenzio?

    Sì, se ti dimetti hai comunque diritto a ricevere la tredicesima.

    Questo diritto non si perde con le dimissioni volontarie. L'importo, però, non sarà intero ma proporzionale ai mesi di lavoro effettivo che hai prestato durante l'anno, fino al momento della cessazione del rapporto.

    La regola per la maturazione è semplice: se in un mese hai lavorato per almeno 15 giorni, maturi il rateo mensile completo di tredicesima.

    Quando viene pagata la tredicesima in caso di dimissioni?

    L'importo della tredicesima maturato fino a quel momento ti verrà liquidato nell'ultima busta paga.

    Questa conterrà tutte le competenze di fine rapporto, come il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - e il pagamento delle ferie e dei permessi non goduti.

    Fanno eccezione i casi in cui il tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - o specifici accordi aziendali prevedano già l'erogazione mensile dei ratei di tredicesima direttamente in busta paga. In questa situazione, avrai già ricevuto le quote mese per mese.

    Cosa ti spetta dopo le dimissioni volontarie?

    Al termine del rapporto di lavoro per dimissioni, hai diritto a ricevere una serie di competenze economiche. Le principali sono:

    • I ratei di tredicesima maturati nell'anno in corso.
    • I ratei di quattordicesima, se prevista dal tuo CCNL.
    • Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
    • Il pagamento delle ferie maturate e non godute.
    • Il pagamento dei permessi - ROL o ex festività - maturati e non goduti.
    • L'indennità sostitutiva del preavviso, ma solo se è il datore di lavoro a esonerarti dal lavorarlo.

    Cosa perdo con le dimissioni volontarie?

    Il principale diritto che si perde presentando le dimissioni volontarie è l'accesso all'indennità di disoccupazione, la NASpI.

    Questo sussidio spetta infatti solo in caso di perdita involontaria del lavoro, come avviene per un licenziamento. Esistono eccezioni, come le dimissioni per giusta causa - per esempio a seguito di gravi inadempimenti del datore di lavoro - che consentono comunque di accedere alla NASpI.

    Quando non spetta la 13esima?

    I ratei della tredicesima non maturano durante i periodi in cui il rapporto di lavoro è sospeso senza retribuzione.

    Questo accade, per esempio, durante i periodi di aspettativa non retribuita o di assenza ingiustificata. Inoltre, come già accennato, se in un mese il lavoratore presta servizio per un numero di giorni inferiore a 15, quel mese non concorre alla maturazione del rateo.

    Qual è il periodo migliore per dare le dimissioni?

    Non esiste un periodo "migliore" in assoluto, poiché la scelta dipende da fattori personali e professionali.

    Tuttavia, dal punto di vista economico, alcuni preferiscono dimettersi alla fine di un mese per garantirsi la retribuzione intera. Altri attendono l'erogazione di premi o bonus annuali. Rassegnare le dimissioni a fine anno, dopo aver percepito la tredicesima di dicembre, o a inizio anno nuovo sono scelte comuni per massimizzare quanto ricevuto.

    Quanto è la tredicesima di 1.500 euro nette al mese?

    Il calcolo preciso dipende da molte variabili, inclusa la retribuzione lorda e le aliquote fiscali.

    In linea generale, l'importo lordo della tredicesima corrisponde a una mensilità della Retribuzione Annua Lorda - RAL. Se la tua retribuzione mensile è di 1.500 euro netti, l'importo netto della tredicesima sarà simile, anche se spesso leggermente inferiore a causa di una tassazione differente, poiché non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente.

    Se ti dimetti a metà anno, per esempio a fine giugno dopo 6 mesi di lavoro, riceverai circa la metà di una mensilità.

    È meglio licenziarsi o farsi licenziare?

    Questa è una valutazione strettamente personale e dipende dagli obiettivi individuali.

    • Licenziarsi - dimettersi - offre il pieno controllo sulla decisione e sui tempi, permettendo di gestire la transizione verso un nuovo lavoro senza "buchi" nel curriculum. Lo svantaggio principale è la perdita del diritto alla NASpI.
    • Farsi licenziare può dare accesso all'indennità di disoccupazione, ma comporta una perdita di controllo sulla situazione e può avere implicazioni sulla propria reputazione professionale.

    Entrambe le opzioni hanno conseguenze significative ed è importante valutarle con attenzione.

    Hai ancora dubbi sulla tredicesima in caso di dimissioni?

    Qualora avessi bisogno di chiarire la tua situazione specifica o verificare la correttezza dei calcoli nell'ultima busta paga, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nei diritti dei lavoratori in caso di dimissioni volontarie.

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