L'assenza ingiustificata dal lavoro è una situazione delicata, con conseguenze che possono incidere profondamente sulla propria stabilità economica e professionale. Le normative in materia sono in continua evoluzione e capire se un licenziamento di questo tipo dia o meno diritto all'indennità di disoccupazione è fondamentale.
In questo articolo analizzeremo le normative attuali e le importanti novità previste, per fare chiarezza su quando si ha diritto all'indennità di disoccupazione NASpI e quando invece si rischia di perderla. Se preferisci farti guidare da un esperto per evitare errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare in modo gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate a 'Se vengo licenziato per assenza ingiustificata ho diritto alla disoccupazione'.
Chi viene licenziato per assenza ingiustificata ha diritto alla NASpI?
La risposta a questa domanda non è unica e dipende interamente dalla procedura che il datore di lavoro decide di adottare di fronte all'assenza del dipendente.
Esistono due percorsi principali che portano a risultati opposti per quanto riguarda l'accesso alla NASpI: il licenziamento disciplinare e la nuova procedura che equipara l'assenza prolungata alle dimissioni volontarie.
Cosa succede con la nuova procedura per assenza ingiustificata?
A partire dal 2025, una nuova normativa modifica in modo sostanziale la gestione delle assenze ingiustificate prolungate.
Se un lavoratore si assenta senza fornire alcuna giustificazione per un periodo superiore a quello previsto dal suo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - o, in assenza di indicazioni specifiche, per più di 15 giorni, il datore di lavoro può attivare una procedura specifica.
Questa procedura prevede una comunicazione all'Ispettorato del Lavoro, al termine della quale il rapporto di lavoro si considera risolto come se il lavoratore avesse dato le dimissioni.
In questo scenario, l'assenza viene equiparata alle dimissioni volontarie. Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
L'unica eccezione si verifica se il lavoratore è in grado di dimostrare che la sua assenza è stata causata da un motivo di forza maggiore, come un grave impedimento di salute o familiare.
E se invece si riceve un licenziamento disciplinare per giusta causa?
Se il datore di lavoro, invece di seguire la nuova procedura, sceglie la strada tradizionale del licenziamento disciplinare per giusta causa, la situazione cambia.
In questo caso, il datore avvia un procedimento formale, inviando una lettera di contestazione al lavoratore, che ha la possibilità di presentare le proprie giustificazioni. Se le giustificazioni non vengono accolte, il datore può procedere con il licenziamento.
Poiché il licenziamento è un atto unilaterale del datore di lavoro, lo stato di disoccupazione che ne consegue è considerato involontario. Per questo motivo, il diritto alla NASpI è generalmente riconosciuto, a patto di possedere tutti gli altri requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla legge.
Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?
L'indennità di disoccupazione è pensata per sostenere chi perde il lavoro involontariamente. Pertanto, non si ha diritto alla NASpI principalmente nei seguenti casi:
- Dimissioni volontarie del lavoratore, salvo le eccezioni per giusta causa - ad esempio per mancato pagamento dello stipendio.
- Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, a meno che non avvenga nell'ambito di una procedura di conciliazione protetta.
- La nuova procedura di "dimissioni di fatto" per assenza ingiustificata prolungata, che come abbiamo visto viene equiparata a dimissioni volontarie.
È una buona idea assentarsi volontariamente per farsi licenziare e ottenere la NASpI?
Questa pratica, un tempo utilizzata da alcuni lavoratori per accedere alla disoccupazione, è diventata oggi estremamente rischiosa e sconsigliabile.
Con l'introduzione della nuova normativa, il datore di lavoro ha a disposizione uno strumento - la procedura di dimissioni di fatto - che gli permette di risolvere il rapporto di lavoro senza che il dipendente maturi il diritto alla NASpI.
Tentare di "farsi licenziare" tramite l'assenza ingiustificata può quindi portare al peggior risultato possibile: la perdita del posto di lavoro senza alcuna indennità di disoccupazione a sostegno del proprio reddito.
Hai ancora dubbi sul licenziamento per assenza ingiustificata e la naspi?
Le normative sono complesse e ogni situazione lavorativa ha le sue specificità. Qualora desiderassi analizzare il tuo caso specifico per capire come tutelare al meglio i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al licenziamento per assenza ingiustificata e al diritto alla disoccupazione.



