Giusto.

    Sentenza 118/2025: cosa cambia per le piccole imprese

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    Se gestisci una piccola impresa o sei un lavoratore assunto dopo il 7 marzo 2015, potresti aver sentito parlare della recente sentenza 118/2025 della Corte Costituzionale. Questa decisione modifica in modo significativo le regole sull'indennizzo per licenziamento illegittimo e, in questo articolo, troverai una spiegazione chiara di cosa cambia concretamente e quali sono le nuove direttive.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere un quadro completo della tua posizione, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti nelle piccole imprese a seguito delle recenti sentenze della Corte Costituzionale.

    Che cosa stabilisce la sentenza 118/2025 della corte costituzionale?

    La sentenza numero 118 del 21 luglio 2025 ha dichiarato l'incostituzionalità del tetto massimo per l'indennità risarcitoria dovuta in caso di licenziamento illegittimo.

    Questo limite era stato introdotto dall'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 23/2015 - il cosiddetto Jobs Act - e fissava l'indennizzo a un massimo di 6 mensilità della retribuzione per i lavoratori delle piccole imprese.

    Con questa decisione, la Corte ha rimosso tale limite rigido.

    Quali lavoratori e aziende sono interessati da questa novità?

    La sentenza riguarda una categoria ben definita di datori di lavoro e dipendenti. L'ambito di applicazione della norma e, di conseguenza, della sentenza, si riferisce alle cosiddette imprese "sotto soglia", ovvero quelle che occupano meno di 15 dipendenti.

    I lavoratori interessati sono quelli assunti con il contratto a tutele crescenti, in particolare:

    • Lavoratori assunti a partire dal 7 marzo 2015.
    • Apprendisti.
    • Lavoratori il cui contratto a tempo determinato è stato convertito in contratto a tempo indeterminato dopo quella data.

    Per quale motivo la corte ha dichiarato incostituzionale il tetto massimo?

    La Corte Costituzionale ha ritenuto che il limite fisso e insuperabile delle 6 mensilità fosse irragionevole.

    Secondo i giudici, un tetto così rigido non permetteva di personalizzare il risarcimento in base alla gravità effettiva del vizio del licenziamento. In pratica, non consentiva di distinguere tra un errore minore e una violazione grave da parte del datore di lavoro, trattando tutte le situazioni allo stesso modo.

    Questa rigidità è stata giudicata contraria ai principi di ragionevolezza e di adeguatezza della tutela del lavoratore.

    Quali sono le conseguenze dirette per le piccole imprese e i loro dipendenti?

    La conseguenza principale è l'eliminazione del tetto massimo di 6 mensilità per l'indennità risarcitoria.

    Questo non significa che l'indennizzo sarà automaticamente più alto in ogni caso, ma che il giudice del lavoro avrà una maggiore discrezionalità nel determinarne l'importo.

    La decisione introduce un principio di personalizzazione del danno, allineando, sotto questo aspetto, la tutela per i dipendenti delle piccole imprese a quella già prevista per le aziende più grandi.

    Come verrà calcolato l'indennizzo per licenziamento illegittimo d'ora in poi?

    Senza più un tetto massimo, il giudice determinerà l'importo dell'indennità risarcitoria valutando caso per caso.

    La decisione sarà basata su una serie di criteri che permettono di commisurare il risarcimento alla situazione specifica, tra cui:

    • La gravità del vizio formale o procedurale che ha reso illegittimo il licenziamento.
    • L'anzianità di servizio del lavoratore.
    • Le dimensioni dell'attività economica dell'impresa.
    • Il comportamento e le condizioni delle parti coinvolte.

    Il giudice potrà quindi stabilire un indennizzo più equo, tenendo conto di tutti gli elementi rilevanti.

    Hai bisogno di chiarimenti sulla sentenza 118/2025 e il licenziamento?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica, sia come datore di lavoro che come lavoratore, e capire meglio le implicazioni di questa importante novità, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento alla luce delle nuove disposizioni della Corte Costituzionale.

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