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    Tutela reale licenziamento: quando si applica e come

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    Subire un licenziamento è un evento complesso e spesso stressante, ma conoscere i propri diritti è il primo passo per affrontarlo nel modo corretto. Quando un licenziamento si rivela illegittimo, la legge prevede specifiche forme di protezione per il lavoratore, tra cui la più forte è la cosiddetta tutela reale. In questo articolo analizzeremo in dettaglio in cosa consiste, quando spetta e come fare per ottenerla.

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    In cosa consiste esattamente la tutela reale?

    La tutela reale, disciplinata dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, è la forma di protezione più incisiva prevista dall'ordinamento in caso di licenziamento illegittimo.

    Questa tutela non si limita a un semplice indennizzo economico, ma prevede due conseguenze fondamentali per il lavoratore:

    • La reintegrazione nel posto di lavoro, che obbliga il datore di lavoro a riammettere il dipendente in servizio entro 30 giorni.
    • Il risarcimento del danno, che include il versamento di tutte le retribuzioni perse dal giorno del licenziamento fino alla effettiva reintegra e il pagamento dei relativi contributi previdenziali e assistenziali.

    Quando si ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro?

    Il diritto alla tutela reale, e quindi alla reintegrazione, non si applica a tutti i casi di licenziamento illegittimo. Spetta principalmente in due scenari.

    Il primo riguarda le dimensioni dell'azienda. La tutela si applica ai datori di lavoro che superano determinate soglie occupazionali, solitamente oltre i 15 dipendenti.

    Il secondo scenario prescinde dalle dimensioni aziendali e si verifica quando il licenziamento è considerato nullo per motivi particolarmente gravi, come ad esempio:

    • Licenziamento discriminatorio, basato su sesso, etnia, religione, opinioni politiche o altre ragioni simili.
    • Licenziamento ritorsivo, intimato come vendetta per aver esercitato un proprio diritto.
    • Licenziamento orale, comunicato solo a voce e non per iscritto.

    E se l'azienda ha meno di 15 dipendenti, quali tutele si applicano?

    Per i lavoratori di aziende più piccole, che non raggiungono le soglie dimensionali richieste per la tutela reale, la legge prevede una protezione diversa, definita tutela obbligatoria.

    In questo caso, se il licenziamento viene dichiarato illegittimo, il datore di lavoro non è obbligato a reintegrare il dipendente.

    L'azienda può invece scegliere tra due opzioni:

    • La riassunzione del lavoratore.
    • Il pagamento di un'indennità risarcitoria, il cui importo è compreso tra 2,5 e 6 mensilità dell'ultima retribuzione.

    Come si può impugnare un licenziamento che si ritiene illegittimo?

    Per far valere i propri diritti e ottenere la tutela prevista, è fondamentale agire tempestivamente. Il licenziamento deve essere impugnato per iscritto entro 60 giorni dalla sua ricezione.

    Questa comunicazione, che manifesta la volontà di contestare il provvedimento, deve essere inviata al datore di lavoro tramite canali che garantiscano la prova di avvenuta ricezione.

    I metodi più comuni e sicuri sono:

    • Posta Elettronica Certificata - PEC.
    • Lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

    Superato questo termine di 60 giorni, si perde il diritto di contestare il licenziamento.

    Ma quando un licenziamento viene considerato illegittimo?

    Un licenziamento si definisce illegittimo quando non è supportato da una "giusta causa" - un comportamento del lavoratore talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto - o da un "giustificato motivo".

    Quest'ultimo può essere soggettivo, legato a un inadempimento notevole del dipendente, oppure oggettivo, connesso a ragioni economiche e organizzative dell'azienda.

    Ad esempio, un licenziamento per giustificato motivo oggettivo è illegittimo se le ragioni economiche dichiarate dall'azienda si rivelano insussistenti o pretestuose.

    In sintesi, un licenziamento è illegittimo quando è:

    • Discriminatorio o ritorsivo.
    • Comunicato solo oralmente.
    • Intimato senza una motivazione valida e dimostrabile.

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