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    Tutela reale piena: cos'è e quando si applica

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    Subire un licenziamento illegittimo è un'esperienza profondamente difficile, che può generare incertezza e preoccupazione per il futuro. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale sapere che la legge prevede strumenti di protezione efficaci. In questo articolo ti spiegheremo in modo semplice e chiaro in cosa consiste la tutela reale piena, la massima forma di protezione prevista per il lavoratore.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e capire subito quali sono i tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per richiedere una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al licenziamento.

    Cos'è esattamente la tutela reale piena?

    La tutela reale piena è la più forte forma di protezione contro i licenziamenti illegittimi prevista dalla legge italiana, in particolare dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

    Quando un giudice accerta che un licenziamento rientra nei casi previsti per questa tutela, non si limita a riconoscere un semplice risarcimento economico, ma ordina al datore di lavoro di ripristinare il rapporto di lavoro esattamente com'era prima.

    In concreto, questo significa:

    • La reintegrazione nel posto di lavoro, con le stesse mansioni e condizioni precedenti.
    • Il risarcimento di tutti i danni subiti, che corrisponde a tutte le retribuzioni perse dal giorno del licenziamento fino alla reintegrazione effettiva - con un minimo garantito di cinque mensilità.
    • Il versamento di tutti i contributi previdenziali e assistenziali per l'intero periodo, come se il lavoratore non avesse mai smesso di lavorare.

    Quando si applica la tutela reale piena?

    Questa forma di tutela non si applica a tutti i licenziamenti illegittimi, ma è riservata ai casi più gravi, in cui il licenziamento viene dichiarato nullo o inefficace dal giudice.

    I casi principali sono:

    • Licenziamento discriminatorio, basato su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o sindacali.
    • Licenziamento ritorsivo, ovvero come vendetta per aver esercitato un proprio diritto.
    • Licenziamento per causa di matrimonio o durante il periodo di maternità e paternità.
    • Licenziamento intimato in forma orale, cioè senza una comunicazione scritta.
    • Licenziamento per motivo illecito determinante, quando la vera ragione del licenziamento è contraria a norme di legge.
    • Licenziamento del lavoratore disabile perché è stato superato il periodo di comporto.

    Qual è la differenza tra tutela reale e tutela risarcitoria?

    La differenza fondamentale risiede nell'effetto della decisione del giudice.

    Con la tutela reale, come abbiamo visto, il rapporto di lavoro viene ricostituito e il lavoratore ha il diritto di tornare al suo posto. È una tutela che "ripara" il danno in modo completo.

    Con la tutela risarcitoria, invece, il rapporto di lavoro si considera comunque concluso. Al lavoratore viene riconosciuto solo un indennizzo economico, il cui importo varia a seconda di diversi fattori come l'anzianità di servizio e le dimensioni dell'azienda. Non è previsto il ritorno in azienda.

    Cosa succede se l'azienda ha più di 15 dipendenti?

    Il requisito dimensionale dell'azienda è un elemento chiave. La tutela reale piena prevista dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori si applica principalmente ai datori di lavoro che superano determinate soglie occupazionali.

    Nello specifico, si tratta di aziende con più di 15 dipendenti in una singola unità produttiva, o più di 60 dipendenti in totale sul territorio nazionale. Per le aziende più piccole, la legge prevede generalmente forme di tutela diverse, di solito di tipo risarcitorio.

    Posso rinunciare alla reintegrazione e chiedere un indennizzo?

    Sì, la legge offre al lavoratore un'alternativa.

    Anche se il giudice ordina la reintegrazione, il lavoratore può scegliere di non rientrare in azienda. In questo caso, può optare per un'indennità sostitutiva pari a quindici mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.

    Questa scelta deve essere comunicata al datore di lavoro entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza. Una volta esercitata questa opzione, il rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto.

    Hai ancora dubbi sulla tutela reale piena? Ti aiutiamo noi

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