Giusto.

    Tutele crescenti dopo 5 anni: quante mensilità spettano

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    Il contratto a tutele crescenti, introdotto con il Jobs Act, ha modificato in modo significativo le regole che si applicano in caso di licenziamento illegittimo, legando l'indennizzo all'anzianità di servizio del dipendente.

    Se hai un contratto di questo tipo e hai superato i cinque anni di lavoro nella stessa azienda, è naturale chiedersi a quale tutela economica si abbia diritto. In questo articolo faremo chiarezza proprio su questo punto, analizzando il calcolo delle mensilità e i diritti del lavoratore.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere la certezza di interpretare correttamente il tuo caso specifico, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per ricevere una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al diritto del lavoro.

    Quante mensilità spettano dopo 5 anni con le tutele crescenti?

    In caso di licenziamento ritenuto illegittimo per giustificato motivo oggettivo o soggettivo, la legge prevede un'indennità economica che cresce con l'aumentare degli anni di servizio.

    La regola generale quantifica l'indennizzo in due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio.

    Di conseguenza, un lavoratore con 5 anni di anzianità aziendale avrà diritto, di norma, a 10 mensilità di indennizzo.

    È importante ricordare che la legge stabilisce un importo minimo, spesso pari a 6 mensilità, e un tetto massimo che non può essere superato. Questo sistema sostituisce la reintegrazione nel posto di lavoro, che rimane una possibilità solo in casi specifici e di particolare gravità.

    Come funziona esattamente un contratto a tutele crescenti?

    Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti è la forma contrattuale standard per i lavoratori assunti a partire dal 7 marzo 2015.

    La sua caratteristica principale risiede nel meccanismo di protezione in caso di licenziamento illegittimo. Invece della reintegrazione nel posto di lavoro- prevista come regola generale dal vecchio articolo 18- questo contratto prevede come rimedio principale il versamento di un'indennità economica.

    L'importo di questa indennità è "crescente", ovvero aumenta in base agli anni di anzianità maturati dal dipendente in azienda, fornendo una tutela che si rafforza nel tempo.

    Da quando si applica il regime delle tutele crescenti?

    La disciplina del contratto a tutele crescenti si applica a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dal 7 marzo 2015.

    Questa data rappresenta lo spartiacque tra il vecchio e il nuovo regime di tutele contro i licenziamenti illegittimi.

    Per chi è ancora valido l'articolo 18?

    L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, nella sua formulazione precedente alle riforme, continua ad applicarsi esclusivamente ai lavoratori che sono stati assunti con un contratto a tempo indeterminato prima del 7 marzo 2015.

    Per questi dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo, restano valide le vecchie tutele, che possono includere la reintegrazione nel posto di lavoro a seconda della gravità della violazione e delle dimensioni dell'azienda.

    Quante mensilità spettano in generale a chi viene licenziato?

    La risposta a questa domanda dipende interamente dalla data di assunzione del lavoratore, che determina il regime legale applicabile.

    Possiamo riassumere così:

    • Lavoratori assunti a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015: si applica il regime delle tutele crescenti, con un'indennità che va da un minimo di 6 a un massimo di 36 mensilità, calcolata in base all'anzianità.
    • Lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015: si applica la disciplina dell'articolo 18, che prevede tutele differenti e, in certi casi, la possibilità di reintegrazione.

    Quando un contratto a tempo determinato scatta automaticamente in indeterminato?

    Sebbene sia un argomento distinto dalle tutele crescenti, è utile chiarire questo punto. Un contratto a tempo determinato si trasforma automaticamente in un contratto a tempo indeterminato quando si superano i limiti di durata massima previsti dalla legge.

    Generalmente, questo accade se la durata complessiva dei contratti a termine con lo stesso datore di lavoro, incluse le proroghe e i rinnovi, supera i 24 mesi. La trasformazione avviene anche se il rapporto di lavoro prosegue di fatto oltre la scadenza del termine.

    Hai ancora dubbi sulle tutele crescenti dopo 5 anni? ti aiutiamo noi

    Le normative sul lavoro possono essere complesse e ogni situazione personale presenta delle specificità. Calcolare l'indennità corretta, comprendere i propri diritti o valutare l'illegittimità di un licenziamento richiede competenza e precisione.

    Qualora desiderassi un'analisi dettagliata del tuo caso specifico, è sufficiente compilare il modulo che trovi qui sotto per ottenere una consulenza gratuita con un avvocato specializzato in questioni legate ai licenziamenti e al Jobs Act.

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