Ricevere una comunicazione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo può generare molta incertezza riguardo alle proprie spettanze economiche. In questo articolo facciamo chiarezza su quando hai diritto a un'indennità, quali sono i tuoi diritti e come vengono calcolate le somme che ti spettano secondo la legge.
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Quando spetta un'indennità per licenziamento gmo?
È fondamentale fare una distinzione importante. Un licenziamento per giustificato motivo oggettivo - o gmo - legittimo, legato quindi a reali ragioni economiche, produttive o organizzative dell'azienda, non prevede di per sé il pagamento di un'indennità di licenziamento aggiuntiva.
Tuttavia, il lavoratore ha sempre diritto a una serie di spettanze di base che vengono liquidate al termine del rapporto.
Il diritto a una vera e propria indennità risarcitoria sorge invece nel momento in cui il licenziamento viene impugnato e un giudice lo dichiara illegittimo.
Quali sono le spettanze sempre dovute in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo?
Se il licenziamento è legittimo, alla cessazione del rapporto di lavoro ti spettano sempre queste voci:
- Trattamento di Fine Rapporto - TFR: è una somma accantonata annualmente dal datore di lavoro e rivalutata, che spetta per legge a prescindere dal motivo della fine del rapporto.
- Indennità sostitutiva del preavviso: se il datore di lavoro decide di non farti lavorare durante il periodo di preavviso previsto dal tuo contratto collettivo, è obbligato a corrisponderti un'indennità pari alla retribuzione che avresti percepito in quel periodo.
- Ferie e permessi non goduti: le ore di ferie maturate e non utilizzate, così come i permessi residui, devono essere pagate e inserite nell'ultima busta paga.
- Indennità di disoccupazione NASpI: il licenziamento per gmo dà pieno diritto a richiedere la NASpI. Si tratta di un sostegno al reddito erogato dall'INPS per un periodo massimo di 24 mesi. L'importo, per il periodo di erogazione, è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni.
Come si calcola l'indennità se il licenziamento è illegittimo?
Se ritieni che il licenziamento sia ingiusto - ad esempio perché le ragioni aziendali non sono reali o perché l'azienda non ha verificato la possibilità di ricollocarti in altre mansioni - puoi impugnarlo entro 60 giorni dalla ricezione della lettera.
Qualora un giudice dichiari il licenziamento illegittimo, le tutele e il calcolo dell'indennità variano in base a due fattori principali: la data di assunzione e le dimensioni dell'azienda.
- Lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015: in caso di illegittimità, la tutela può prevedere la reintegrazione nel posto di lavoro, accompagnata da un'indennità risarcitoria, oppure unicamente un indennizzo economico.
- Lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 - contratto a tutele crescenti: la tutela è prevalentemente economica. L'indennità viene quantificata in base all'anzianità di servizio, ad esempio mezza mensilità per ogni anno di lavoro, con dei limiti minimi e massimi stabiliti dalla legge.
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