Naspi entro l'anno del bambino: a chi spetta e come fare

    Parla con un avvocato del lavoro.

    • Risposta in un minuto
    • Prima chiamata gratuita
    • Costo chiaro fin dall’inizio
    Parla con un avvocato

    Se sei un neogenitore e stai valutando di lasciare il tuo lavoro per dedicarti alla famiglia, è importante che tu conosca i tuoi diritti. A differenza di quanto accade normalmente, le dimissioni presentate entro il primo anno di vita di un figlio sono considerate "tutelate" e possono darti accesso all'indennità di disoccupazione. In questo articolo troverai una guida chiara su chi ha diritto alla NASpI in questa specifica situazione e quali sono i passaggi corretti da seguire.

    Per avere la certezza di non commettere errori e agire nel modo corretto, puoi cliccare il bottone che trovi qui sopra per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di disoccupazione per neogenitori.

    Come funziona la NASpI per chi si dimette entro l'anno del bambino?

    In Italia, le lavoratrici madri e i lavoratori padri che presentano dimissioni volontarie entro il primo anno di vita del bambino hanno diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Questa è un'importante eccezione alla regola generale, secondo cui chi si dimette volontariamente non ha accesso a questo sostegno al reddito. La legge considera queste dimissioni come "tutelate", equiparandole di fatto a una perdita involontaria del lavoro e garantendo così l'accesso all'indennità erogata dall'INPS.

    Quali sono i requisiti specifici per la madre lavoratrice?

    Per la lavoratrice madre, la tutela è particolarmente ampia. Può presentare le dimissioni e accedere alla NASpI se rispetta queste condizioni:

    • Il rapporto di lavoro cessa in un qualsiasi momento compreso tra l'inizio del periodo di gravidanza e il compimento del primo anno di età del bambino.
    • Non è tenuta a rispettare il periodo di preavviso.
    • Ha diritto a ricevere dal datore di lavoro la relativa indennità sostitutiva del preavviso, come se fosse stata licenziata.

    E quali sono i requisiti per il padre lavoratore?

    Anche il lavoratore padre può beneficiare della NASpI a seguito di dimissioni volontarie, ma a condizioni più specifiche:

    • Le dimissioni devono essere presentate entro il primo anno di vita del figlio.
    • È necessario aver già fruito del congedo di paternità obbligatorio - della durata di 10 giorni - o, in alternativa, del congedo parentale.

    Quali requisiti contributivi generali bisogna soddisfare?

    Oltre alle condizioni legate alla genitorialità, per avere diritto alla NASpI è necessario soddisfare i requisiti contributivi e lavorativi standard richiesti dall'INPS a tutti i lavoratori. Nello specifico, bisogna:

    • Aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Aver lavorato per almeno 30 giorni effettivi nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

    Come bisogna fare per richiedere la NASpI?

    La procedura si articola in due passaggi fondamentali: prima la formalizzazione delle dimissioni e poi la domanda di indennità all'INPS.

    Il primo passo consiste nel formalizzare le dimissioni. Per le madri, questa procedura deve essere effettuata obbligatoriamente in via telematica tramite il portale del Ministero del Lavoro. Lo si può fare in autonomia o rivolgendosi a un patronato.

    Una volta cessato il rapporto di lavoro, è necessario presentare la domanda di NASpI all'INPS tassativamente entro 68 giorni dalla data di fine del contratto. Superato questo termine, si perde il diritto a ricevere l'indennità.

    La richiesta può essere inoltrata tramite uno dei seguenti canali:

    • Il portale web dell'INPS, accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS.
    • Il Contact Center multicanale, chiamando il numero 803 164 da rete fissa o lo 06 164 164 da rete mobile.
    • Gli istituti di Patronato o altri intermediari abilitati, che possono assisterti gratuitamente nella compilazione e nell'invio della pratica.

    Chi dà le dimissioni volontarie ha diritto alla NASpI?

    Di norma, un lavoratore che si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI. L'indennità è pensata per chi perde il lavoro involontariamente.

    Tuttavia, le dimissioni presentate dalla madre o dal padre entro il primo anno di vita del bambino rappresentano una delle principali eccezioni a questa regola, poiché la legge le tutela in modo specifico.

    Cosa succede dopo il primo anno del bambino?

    Una volta superato il primo anno di vita del figlio, la tutela speciale cessa. Le dimissioni volontarie presentate dopo questa data non daranno più diritto alla NASpI, tornando a seguire le regole ordinarie che non prevedono l'accesso all'indennità di disoccupazione.

    Parla con un avvocato del lavoro.

    • Risposta in un minuto
    • Prima chiamata gratuita
    • Costo chiaro fin dall’inizio
    Parla con un avvocato