Diventare madre è un momento che porta grandi cambiamenti, anche nella vita professionale. Se stai valutando di presentare le dimissioni entro il primo anno di vita del tuo bambino, è importante sapere che, in questa specifica circostanza, potresti avere diritto all'indennità di disoccupazione NASpI, anche se la scelta di interrompere il rapporto di lavoro è volontaria. In questo articolo troverai una guida chiara sui requisiti e sulla procedura da seguire.
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Una mamma che si licenzia ha diritto alla disoccupazione?
Sì, la legge tutela la lavoratrice madre che presenta dimissioni volontarie durante il periodo protetto, che va fino al compimento del primo anno di età del bambino.
A differenza delle dimissioni volontarie ordinarie, che non danno accesso all'indennità di disoccupazione, questo caso specifico è equiparato a una perdita involontaria del lavoro, garantendo così il diritto a percepire la NASpI.
Quali sono i requisiti per ottenere la NASpI come lavoratrice madre?
Oltre a presentare le dimissioni entro il primo anno di vita del figlio, è necessario possedere anche i requisiti contributivi e lavorativi standard previsti per la NASpI. Nello specifico, devi:
- Aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.
- Avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
Qual è la procedura corretta per le dimissioni e la richiesta?
La procedura da seguire è fondamentale e diversa da quella ordinaria, seguirla in modo errato può far decadere il diritto all'indennità. I passaggi da compiere sono:
- Consegnare la lettera di dimissioni direttamente al datore di lavoro.
- Richiedere la convalida delle dimissioni presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - di competenza, un passaggio obbligatorio per certificare la volontarietà della scelta.
- Presentare la domanda di NASpI all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto, tramite il portale online o con il supporto di un Patronato.
È cruciale non utilizzare i canali telematici ordinari previsti per le dimissioni volontarie, ma seguire questo iter specifico.
Quanto dura e a quanto ammonta l’indennità di disoccupazione?
La durata e l'importo della NASpI vengono calcolati secondo le regole generali.
La durata dell'indennità è pari alla metà delle settimane di contribuzione accumulate negli ultimi quattro anni.
L'importo corrisponde al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni, fino a un massimale stabilito annualmente dall'INPS. L'indennità subisce poi una riduzione del 3% ogni mese a partire dal quarto mese di fruizione.
Quali sono i casi in cui non si ha diritto alla NASpI?
Il diritto alla NASpI può venire meno principalmente se non si soddisfano i requisiti o non si segue la procedura corretta. I casi più comuni includono:
- Non aver maturato le 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.
- Non avere i 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti.
- Presentare le dimissioni con la procedura telematica ordinaria invece di farle convalidare dall'Ispettorato del Lavoro, un errore che può invalidare la richiesta.
- Presentare le dimissioni dopo il compimento del primo anno di età del bambino.
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