Se ti trovi spesso a viaggiare per lavoro, potresti aver sentito parlare dell'indennità di trasferta forfettaria. Capire come viene tassata è fondamentale per evitare sorprese in busta paga. In questo articolo troverai una spiegazione chiara dei limiti di esenzione e delle regole di calcolo.
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Quali sono i limiti di esenzione per l'indennità di trasferta forfettaria?
L'indennità di trasferta forfettaria, nota anche come diaria, è una somma che l'azienda eroga per compensare le spese sostenute durante una missione fuori dal comune di lavoro.
Questa indennità non concorre a formare il reddito e non è soggetta a contributi INPS, ma solo se rientra in determinate soglie giornaliere.
I limiti massimi di esenzione fiscale sono:
- fino a 46,48 euro al giorno per le trasferte in Italia;
- fino a 77,46 euro al giorno per le trasferte all'estero.
Finché l'importo giornaliero non supera queste cifre, l'indennità è completamente esentasse.
Come cambia il calcolo se vengono rimborsati anche vitto o alloggio?
La situazione cambia se, oltre all'indennità forfettaria, il datore di lavoro rimborsa in modo analitico - a piè di lista - anche le spese di vitto o alloggio.
In questi casi, definiti di rimborso misto, le soglie di esenzione si riducono.
Le franchigie di esenzione scendono come segue:
- a 30,99 euro in Italia e 51,65 euro all'estero, se viene rimborsato o fornito gratuitamente solo il vitto oppure solo l'alloggio;
- a 15,49 euro in Italia e 25,82 euro all'estero, se vengono rimborsati o forniti gratuitamente sia il vitto sia l'alloggio.
È quindi essenziale verificare quali spese vengono coperte direttamente dall'azienda per calcolare la quota esatta non tassabile.
Cosa succede se l'indennità supera la soglia esentasse?
Se l'indennità giornaliera supera i limiti di esenzione previsti, la tassazione non si applica all'intero importo.
Viene tassata e assoggettata a contribuzione previdenziale solamente la parte che eccede la franchigia.
Per esempio, in una trasferta in Italia senza altri rimborsi, se ricevi un'indennità di 60 euro, solo la differenza - 13,52 euro, ovvero 60 meno 46,48 - concorrerà a formare il tuo reddito imponibile in busta paga.
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