Ricevere una lettera di licenziamento da un'azienda di piccole dimensioni può generare molta incertezza, soprattutto riguardo ai propri diritti. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale conoscere gli strumenti di protezione previsti dalla legge. In questo articolo, esamineremo in dettaglio la tutela obbligatoria prevista dall'articolo 8 della Legge 604 del 1966, per capire cos'è e come funziona.
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In cosa consiste esattamente la tutela obbligatoria prevista dall'articolo 8?
La tutela obbligatoria è una forma di protezione destinata ai lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti, nel caso in cui il loro licenziamento venga giudicato illegittimo.
A differenza di altre forme di tutela, questa non prevede la reintegrazione automatica nel posto di lavoro. Il suo scopo principale è garantire al lavoratore un risarcimento economico.
In sostanza, se un giudice dichiara che il licenziamento è avvenuto senza una giusta causa o un giustificato motivo, si attiva un meccanismo che porta alla cessazione definitiva del rapporto di lavoro, ma con il pagamento di un indennizzo a favore del dipendente.
Quando si applica questa forma di tutela?
Questa specifica protezione si applica solo al verificarsi di determinate condizioni. Le principali sono:
- L'azienda, al momento del licenziamento, impiega meno di 15 dipendenti.
- Il licenziamento viene impugnato dal lavoratore e un giudice lo dichiara illegittimo.
- L'illegittimità deriva dalla mancanza di una "giusta causa" - un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto - o di un "giustificato motivo" - legato a ragioni oggettive dell'azienda o a un notevole inadempimento del lavoratore.
Cosa accade se il licenziamento viene dichiarato illegittimo?
Una volta che il giudice ha accertato l'illegittimità del licenziamento, la legge pone il datore di lavoro di fronte a una scelta, da compiere entro un tempo molto breve.
Il datore di lavoro ha 3 giorni di tempo dalla sentenza per decidere tra due opzioni:
- La riassunzione: Può scegliere di riassumere il lavoratore, ripristinando di fatto il rapporto di lavoro.
- Il risarcimento: Se non procede con la riassunzione entro i 3 giorni, è obbligato a versare al lavoratore un'indennità risarcitoria. In questo caso, il rapporto di lavoro si considera definitivamente concluso.
Come viene calcolato l'indennizzo economico?
Se il datore di lavoro opta per il risarcimento, l'importo dell'indennità non è fisso, ma varia all'interno di un intervallo stabilito dalla legge. L'indennizzo va da un minimo di 2,5 a un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto percepita dal lavoratore.
La quantificazione esatta dell'importo viene decisa dal giudice, che tiene conto di diversi fattori, tra cui:
- Il numero di dipendenti occupati.
- Le dimensioni complessive dell'impresa.
- L'anzianità di servizio del lavoratore licenziato.
Questa tutela è ancora valida per i contratti a tutele crescenti?
Sì, anche se con delle modifiche. Per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti - ovvero dopo il 7 marzo 2015 - le normative del Jobs Act hanno in parte rimodulato i limiti dell'indennizzo.
Tuttavia, il principio di fondo per le piccole imprese rimane invariato: la tutela prevista in caso di licenziamento illegittimo è quasi sempre di natura unicamente risarcitoria, cioè indennitaria, e non prevede la reintegrazione nel posto di lavoro.
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