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    Legge 104 e dimissioni: il preavviso si interrompe?

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    Se stai valutando di presentare le dimissioni e allo stesso tempo usufruisci dei benefici della Legge 104, è naturale avere dubbi su come gestire il periodo di preavviso. In questo articolo troverai risposte chiare e precise per capire se il preavviso si interrompe e come comportarti correttamente per tutelare i tuoi diritti.

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    I giorni di permesso della legge 104 interrompono il preavviso?

    La risposta dipende dalla tipologia di permesso o congedo che stai utilizzando. In generale, puoi dare le dimissioni in qualsiasi momento, ma sei tenuto a rispettare il periodo di preavviso previsto dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.

    Ecco come funziona nel dettaglio:

    • Congedo straordinario: Se presenti le dimissioni mentre sei in congedo straordinario retribuito per assistere un familiare disabile, il rapporto di lavoro è considerato sospeso. Di conseguenza, il preavviso inizierà a decorrere solo al termine del periodo di congedo.
    • Permessi orari: Se utilizzi i permessi a ore previsti dalla Legge 104, puoi continuare a fruirne anche durante il periodo di preavviso. In questo caso specifico, il preavviso non subisce alcuna interruzione e prosegue regolarmente.
    • Permessi giornalieri: Se invece utilizzi i permessi a giornate intere, la situazione cambia. Il datore di lavoro ha la facoltà di sospendere il conteggio dei giorni di preavviso. Questo significa che la data di fine del rapporto potrebbe essere posticipata per recuperare i giorni di mancata prestazione lavorativa.

    È possibile dare le dimissioni senza preavviso?

    Sì, ma solo in circostanze molto gravi che configurano le dimissioni per giusta causa. Il solo fatto di assistere un familiare con disabilità non costituisce di per sé una giusta causa per recedere dal contratto senza preavviso.

    Le dimissioni per giusta causa sono legittime solo in presenza di inadempimenti gravi da parte del datore di lavoro, che devono essere documentati. Alcuni esempi includono:

    • Il mancato e prolungato pagamento dello stipendio.
    • Episodi di mobbing o molestie sul luogo di lavoro.
    • La richiesta di compiere atti illeciti.

    Chi usufruisce della legge 104 può essere licenziato?

    La Legge 104 offre tutele importanti al lavoratore, ma non garantisce un'immunità assoluta dal licenziamento.

    Un lavoratore che beneficia della Legge 104 può essere licenziato per motivi legittimi che non sono legati alla sua condizione o a quella del familiare che assiste. Ad esempio, un licenziamento può essere valido se avviene per giusta causa - per una grave mancanza del dipendente - o per giustificato motivo oggettivo, come una crisi aziendale che comporta una riorganizzazione del personale.

    A cosa si ha diritto con le dimissioni volontarie?

    Presentando le dimissioni volontarie, si ha diritto alla liquidazione di tutte le competenze di fine rapporto maturate.

    Queste includono:

    • Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
    • L'indennità per le ferie e i permessi maturati e non goduti.
    • L'ultima retribuzione, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima, se previsti dal CCNL.

    È importante ricordare che, salvo casi eccezionali come le dimissioni per giusta causa, chi si dimette volontariamente non ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Il datore di lavoro può rifiutare i permessi della legge 104?

    No, il datore di lavoro non può rifiutare la concessione dei permessi previsti dalla Legge 104 se la richiesta è stata presentata correttamente e il diritto è stato accertato e approvato dall'INPS.

    Tuttavia, il datore di lavoro può richiedere una programmazione dei giorni di permesso, specialmente in contesti organizzativi complessi, per poter garantire la continuità del servizio. Questa richiesta deve comunque trovare un punto di equilibrio con le esigenze di assistenza del lavoratore.

    È meglio licenziarsi o farsi licenziare?

    Questa è una domanda complessa e la risposta dipende interamente dalla situazione personale e professionale del lavoratore.

    Le dimissioni volontarie offrono il pieno controllo sui tempi di uscita dall'azienda, ma escludono l'accesso alla NASpI. Il licenziamento, d'altra parte, dà diritto all'indennità di disoccupazione, ma rappresenta un evento subito passivamente e può avere implicazioni diverse sulla propria carriera. Non esiste una scelta migliore in assoluto, ma solo quella più adatta alle proprie necessità e ai propri obiettivi futuri.

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