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    13 settimane Naspi dopo dimissioni: come funziona

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    Se hai dato le dimissioni dal tuo posto di lavoro, potresti chiederti se e come puoi accedere all'indennità di disoccupazione. La normativa prevede una regola precisa, quella delle 13 settimane, che può generare confusione. In questo articolo facciamo chiarezza su come funziona questo requisito e quando hai diritto alla NASpI anche dopo aver lasciato volontariamente un impiego.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori, puoi cliccare il bottone che trovi qui sopra per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di NASpI e dimissioni volontarie.

    Come funziona la NASpI dopo le dimissioni volontarie?

    In linea generale, le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI, poiché l'indennità è pensata per chi perde il lavoro involontariamente.

    Tuttavia, esiste un'eccezione importante. Se dopo esserti dimesso trovi un nuovo lavoro e successivamente perdi anche questo nuovo impiego per cause non dipendenti dalla tua volontà - ad esempio per un licenziamento o per la scadenza di un contratto a termine - puoi avere diritto alla NASpI.

    Per sbloccare questo diritto, però, devi soddisfare un requisito contributivo specifico, noto come la regola delle 13 settimane.

    Cos'è la "trappola" delle 13 settimane per la NASpI?

    Con il termine "trappola" si fa riferimento a una situazione in cui un lavoratore, dopo essersi dimesso, accetta un nuovo impiego di breve durata e, perdendolo, si ritrova senza poter accedere alla disoccupazione.

    Questo accade perché, per ottenere la NASpI, il nuovo rapporto di lavoro deve essere durato abbastanza da maturare almeno 13 settimane di contribuzione. Se non raggiungi questa soglia e perdi il nuovo lavoro entro un anno dalle dimissioni precedenti, non potrai ricevere l'indennità.

    Come si calcolano le 13 settimane per avere la NASpI?

    Il calcolo è abbastanza diretto. L'INPS verifica che tu abbia accumulato almeno 13 settimane di contributi nel periodo che intercorre tra la data delle tue dimissioni volontarie e la data di cessazione involontaria del nuovo rapporto di lavoro.

    È importante notare che queste settimane possono essere maturate anche attraverso più rapporti di lavoro successivi alle dimissioni, purché la perdita dell'ultimo impiego sia involontaria e avvenga entro 12 mesi dalle dimissioni iniziali.

    Cosa si intende per 13 settimane di contribuzione?

    Non basta aver lavorato per 13 settimane di calendario. Per essere considerate valide ai fini della NASpI, le settimane devono essere effettivamente coperte da contribuzione.

    Questo significa che per ogni settimana deve essere stato versato un numero minimo di contributi, rispettando il cosiddetto minimale settimanale stabilito dalla legge. Le settimane con una contribuzione inferiore a questo minimo potrebbero non essere conteggiate.

    Come si calcolano le settimane part-time per la NASpI?

    Anche nel caso di un lavoro part-time, il principio di riferimento è quello del minimale contributivo settimanale. Le settimane lavorate con un contratto a tempo parziale vengono conteggiate come utili per la NASpI solo se la retribuzione percepita in quella settimana raggiunge la soglia minima richiesta per l'accredito di un contributo intero.

    Se la retribuzione è inferiore, la settimana potrebbe non essere considerata valida ai fini del calcolo delle 13 settimane.

    Tredici settimane lavorative quanti mesi sono?

    Tredici settimane lavorative corrispondono a circa tre mesi. Per essere più precisi, equivalgono a poco meno di un trimestre.

    È un riferimento utile per avere un'idea della durata minima che deve avere il nuovo rapporto di lavoro per poter sbloccare il diritto alla NASpI dopo le dimissioni.

    Quando non è necessario il requisito delle 13 settimane?

    Esistono delle situazioni specifiche in cui puoi accedere alla NASpI subito dopo le dimissioni, senza dover trovare un nuovo lavoro e maturare le 13 settimane di contributi. Queste eccezioni includono:

    • Dimissioni per giusta causa: se hai lasciato il lavoro per una grave inadempienza del datore di lavoro, come il mancato pagamento dello stipendio, molestie sul luogo di lavoro o mobbing.
    • Dimissioni durante il periodo tutelato di maternità: ossia nel periodo che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

    In questi casi, le dimissioni sono equiparate a una perdita involontaria del lavoro e danno immediato accesso alla NASpI.

    Come e quando fare domanda se si rispettano i requisiti?

    Se rientri nei casi previsti e hai maturato i requisiti necessari, puoi presentare la domanda di disoccupazione NASpI all'INPS.

    La domanda deve essere inviata esclusivamente in via telematica entro il termine di 68 giorni, che decorre dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro. Puoi procedere in autonomia tramite il sito dell'INPS oppure puoi farti assistere gratuitamente da un patronato.

    Hai ancora dubbi sulle 13 settimane per la NASpI?

    Qualora desiderassi un parere sulla tua situazione specifica, puoi cliccare il bottone che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nei requisiti di accesso alla NASpI dopo le dimissioni.

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