Se stai valutando di interrompere il tuo rapporto di lavoro attraverso un accordo con l'azienda, è fondamentale conoscere ogni dettaglio della procedura per proteggere i tuoi diritti. In questo articolo troverai informazioni chiare su come funziona un'intesa di questo tipo, cosa prevede e, soprattutto, in quali casi hai diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.
Per affrontare la situazione con la massima certezza, puoi cliccare il bottone che trovi qui sopra per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in accordi consensuali di licenziamento.
Come funziona un accordo di licenziamento o risoluzione consensuale?
Un accordo privato di licenziamento è, nella maggior parte dei casi, una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
Si tratta di un'intesa scritta in cui tu e il datore di lavoro decidete di interrompere il rapporto di comune accordo, senza che ci sia un licenziamento unilaterale da parte sua o tue dimissioni.
Questo accordo sostituisce il recesso unilaterale e, salvo diversi patti, non richiede il rispetto di un periodo di preavviso.
Spesso, per raggiungere l'intesa, l'azienda riconosce al lavoratore una somma di denaro aggiuntiva, chiamata incentivo all'esodo o buonuscita, che si aggiunge al TFR e alle altre spettanze maturate come ferie e permessi non goduti. Accettando questa somma, il lavoratore di solito rinuncia a ogni futura pretesa o contestazione legata al rapporto di lavoro concluso.
Perché è importante firmare l'accordo in una sede protetta?
Per evitare che l'accordo possa essere impugnato dal lavoratore nei sei mesi successivi alla firma, è prassi comune e una tutela per entrambe le parti siglare il verbale in una cosiddetta "sede protetta".
Queste sedi garantiscono che la tua volontà sia libera e consapevole. Le principali sono:
- L'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL.
- Le sedi sindacali.
- Gli enti bilaterali.
Una volta firmato in una di queste sedi, l'accordo diventa definitivo e certifica la tua intenzione di rinunciare a future contestazioni legali sul licenziamento.
Quando spetta la NASpI in caso di accordo consensuale?
Questo è un punto cruciale. In caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la regola generale è che l'indennità di disoccupazione NASpI non spetta quasi mai.
Tuttavia, esistono delle eccezioni specifiche previste dalla legge che danno diritto alla NASpI. Le più comuni si verificano quando la risoluzione consensuale avviene:
- Nell'ambito di una procedura di conciliazione presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro.
- A seguito di un trasferimento del lavoratore presso una sede distante più di 50 km dalla sua residenza.
Al di fuori di questi casi specifici, interrompere il rapporto con un accordo consensuale non permette di accedere all'indennità di disoccupazione.
Cosa comporta la risoluzione consensuale per il datore di lavoro?
Per il datore di lavoro, la risoluzione consensuale rappresenta un modo per chiudere il rapporto di lavoro in modo certo e definitivo, evitando i rischi e i costi di una possibile causa legale.
Con un accordo, l'azienda previene la possibilità che il licenziamento venga impugnato e dichiarato illegittimo da un giudice, con le relative conseguenze economiche e organizzative.
Hai dubbi sul tuo accordo di licenziamento?
Qualora desiderassi un parere sulla tua situazione specifica, il modo più semplice per avere risposte è cliccare il bottone che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro.