Se stai concludendo un rapporto di lavoro e ti è stato proposto un accordo per chiudere ogni pendenza, potresti sentirti confuso riguardo alla procedura. In questo articolo troverai una guida chiara su cosa sia un accordo tombale, come funziona e un esempio pratico da cui prendere spunto.
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Cosa vuol dire accordo tombale?
Un accordo tombale, più correttamente definito come verbale di conciliazione e transazione, è un contratto con cui il datore di lavoro e il lavoratore decidono di risolvere in via definitiva qualsiasi controversia legata al rapporto di lavoro intercorso e alla sua cessazione.
L'aggettivo "tombale" rende bene l'idea della sua funzione: mettere una pietra sopra a ogni possibile pretesa, presente o futura, che una parte potrebbe avanzare nei confronti dell'altra. Si tratta di una soluzione che permette di evitare le lungaggini e i costi di una causa in tribunale, trovando un punto d'incontro che soddisfi entrambi.
Come funziona un accordo tombale e perché sia valido?
Un accordo di questo tipo non è una semplice scrittura privata tra le parti. Per essere valido e, soprattutto, inoppugnabile - cioè per non poter essere contestato in un secondo momento dal lavoratore - deve essere necessariamente firmato in una cosiddetta "sede protetta".
Queste sedi garantiscono che il lavoratore stia firmando l'accordo in piena libertà e consapevolezza, assistito da persone competenti. Le principali sedi protette sono:
- Presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL.
- In una sede sindacale, con l'assistenza di un rappresentante del sindacato a cui il lavoratore aderisce o conferisce mandato.
- Presso le commissioni di certificazione.
La firma in una di queste sedi rende la rinuncia del lavoratore ai suoi diritti certa e definitiva, impedendogli di ripensarci e di fare causa all'azienda per le stesse questioni oggetto dell'accordo.
Esiste un fac simile di accordo tombale da usare come modello?
Certamente. Sebbene ogni accordo vada personalizzato in base alla situazione specifica, la struttura di base è abbastanza standard.
Ecco un fac simile che illustra gli elementi essenziali di un verbale di conciliazione e transazione.
Fac-Simile Accordo Tombale di Lavoro
Verbale di conciliazione e transazione
- ai sensi e per gli effetti degli artt. 410, 411 e 2113 del c.c. -
L'anno [Inserire Anno] il giorno [Inserire Giorno] del mese di [Inserire Mese] in [Inserire Città/Luogo], presso la sede di [Inserire sede, es. Organizzazione Sindacale o ITL], avanti a [Inserire nome conciliatore o rappresentante], si sono riuniti:
La società [Nome Azienda], P.IVA [Numero], con sede in [Indirizzo], in persona del legale rappresentante sig. [Nome e Cognome] - di seguito "Datore di Lavoro" -;
Il sig./la sig.ra [Nome e Cognome Lavoratore], nato/a a [Città] il [Data], residente in [Indirizzo], C.F. [Codice Fiscale] - di seguito "Lavoratore" -, assistito/a dal rappresentante sindacale/legale [Nome e Cognome].
Premesso che:
Tra le parti è intercorso un rapporto di lavoro subordinato con mansioni di [Qualifica/Livello], iniziato il [Data Inizio] e cessato in data [Data Cessazione].
Sono sorte contestazioni in merito al suddetto rapporto di lavoro, in particolare in ordine a [breve descrizione, es. differenze retributive, straordinari, qualifica superiore, indennità di mancato preavviso].
Tutto ciò premesso, le parti convengono e stipulano quanto segue:
Art. 1 - Risoluzione del rapporto - Le parti dichiarano e confermano la cessazione del rapporto di lavoro in data [Data di fine rapporto] per [motivo, es. dimissioni, licenziamento, o risoluzione consensuale].
Art. 2 - Accertamento delle somme - Il Datore di Lavoro corrisponderà al Lavoratore la somma lorda complessiva di Euro [Importo in cifre] - Euro [Importo in lettere] -. Tale importo è così ripartito:
- Euro [Importo] a titolo di competenze di fine rapporto - TFR, ratei di 13^/14^, ferie e permessi non goduti -.
- Euro [Importo] a titolo transattivo, novativo e omnicomprensivo, a tacitazione di qualsiasi pretesa, economica e non, vantata o potenzialmente vantabile in relazione al rapporto di lavoro e alla sua cessazione.
Art. 3 - Quietanza e rinuncia - Con la percezione della suddetta somma, il Lavoratore dichiara di aver ricevuto integrale pagamento di ogni spettanza e di non avere più nulla a che pretendere dal Datore di Lavoro. Il Lavoratore rinuncia in via definitiva e tombale a qualsiasi azione, diritto o pretesa, compresi quelli di natura risarcitoria, comunque connessi al rapporto di lavoro e/o alla sua risoluzione.
Art. 4 - Deposito e titolo esecutivo - Il presente verbale verrà depositato presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - di [Città] per l'ulteriore deposito presso la Cancelleria del Tribunale competente, assumendo valore di titolo esecutivo ai sensi dell'art. 411 del c.p.c.
Firme delle parti: Il Datore di Lavoro: ___________________________ Il Lavoratore: ___________________________ I Rappresentanti Sindacali: ___________________
Nota bene: Gli accordi in materia di lavoro sono soggetti a specifiche normative fiscali e contributive, specialmente per le somme erogate a titolo di incentivo all'esodo.
Perché il datore di lavoro propone una conciliazione?
Un datore di lavoro sceglie la via della conciliazione per diverse ragioni strategiche, tutte riconducibili alla volontà di gestire e ridurre il rischio. I principali motivi sono:
- Certezza dei costi: Un accordo definisce una somma esatta da pagare, mettendo l'azienda al riparo da possibili condanne a pagare importi molto più alti al termine di una causa.
- Rapidità: Una conciliazione si chiude in tempi brevi, a differenza di una vertenza legale che può durare anni.
- Prevenzione: L'accordo "tombale" chiude non solo le questioni già sollevate dal lavoratore, ma anche tutte quelle che potenzialmente potrebbe sollevare in futuro.
- Riservatezza: La transazione rimane un atto privato tra le parti, a differenza di una sentenza pubblica.
Cosa rischia il datore di lavoro con una vertenza?
Se non si raggiunge un accordo, il lavoratore può avviare una vertenza legale o sindacale. In questo scenario, il datore di lavoro corre diversi rischi, tra cui:
- Pagamento di differenze retributive per straordinari non pagati, mansioni superiori o altri elementi della retribuzione.
- Risarcimento del danno in caso di licenziamento giudicato illegittimo.
- Pagamento delle spese legali, sia le proprie sia quelle del lavoratore in caso di sconfitta in giudizio.
- Incertezza sull'esito finale e tempi molto lunghi per arrivare a una conclusione.
L'accordo transattivo serve proprio a evitare questo scenario di incertezza.
Il tentativo di conciliazione è obbligatorio?
No, il raggiungimento di un accordo tombale è sempre il risultato di una libera scelta delle parti. Non è un passaggio obbligatorio per legge prima di poter fare causa.
Tuttavia, in alcune specifiche procedure - come quelle successive all'impugnazione di un licenziamento - la legge può prevedere un tentativo di conciliazione obbligatorio, che però non va confuso con la stipula volontaria di un accordo transattivo generale.
Quanto costa un procedimento di conciliazione del lavoro?
I costi di un procedimento di conciliazione possono variare in base alla sede scelta e all'assistenza di cui ci si avvale. Generalmente, le voci di costo da considerare sono:
- Il costo dell'eventuale tessera sindacale, se si sceglie di farsi assistere da un'organizzazione sindacale.
- L'onorario dell'avvocato, qualora si preferisca l'assistenza di un legale di fiducia.
- Eventuali diritti di segreteria o costi amministrativi richiesti dall'organismo di conciliazione.
Spesso è il datore di lavoro che, per favorire il raggiungimento di un'intesa, si offre di coprire una parte o la totalità di questi costi.
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