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    Art. 17 dlgs 151/2001: cos'è e quando richiederla

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    Se sei una lavoratrice in gravidanza e ti stai informando sulla possibilità di interrompere l'attività lavorativa prima del congedo obbligatorio, in questo articolo troverai una guida chiara sull'articolo 17 del decreto legislativo 151/2001, che disciplina proprio questa eventualità. Per affrontare questa fase con la massima serenità e certezza, puoi cliccare il bottone che trovi qui sopra per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di tutela della maternità e del lavoro.

    Cos'è l'articolo 17 del d.lgs. 151/2001?

    L'articolo 17 del decreto legislativo 151 del 2001, noto come Testo Unico sulla maternità e paternità, disciplina la cosiddetta interdizione anticipata dal lavoro, o astensione obbligatoria anticipata.

    Questo strumento di tutela permette alle lavoratrici in stato di gravidanza di astenersi dal lavoro prima del periodo di congedo di maternità ordinario, che normalmente inizia due mesi prima della data presunta del parto.

    Quando è possibile richiedere l'astensione anticipata?

    La legge prevede due macro-categorie di situazioni in cui è possibile anticipare il congedo obbligatorio per proteggere la salute della madre e del nascituro.

    I casi sono i seguenti:

    • Gravi complicanze di salute: Questa casistica è comunemente definita "gravidanza a rischio". L'astensione viene concessa in presenza di gravi complicanze della gestazione oppure a causa di malattie preesistenti che potrebbero essere aggravate dallo stato di gravidanza.
    • Condizioni di lavoro o ambientali a rischio: L'interdizione scatta quando le mansioni svolte o l'ambiente di lavoro sono considerati dannosi per la salute della donna o del bambino. Questo avviene se il datore di lavoro non ha la possibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni che siano compatibili con il suo stato, anche se di qualifica inferiore.

    Come si presenta la domanda e a chi bisogna rivolgersi?

    La procedura per richiedere l'interdizione anticipata cambia a seconda del motivo alla base della richiesta.

    È importante distinguere tra le due diverse finalità:

    • Per motivi di salute: Se la richiesta è legata a una gravidanza a rischio, la domanda deve essere presentata all'Azienda Sanitaria Locale - ASL o ATS - di competenza. Alla domanda va allegato il certificato medico rilasciato da un ginecologo, sia del Servizio Sanitario Nazionale sia privato. Sarà poi l'ASL a emettere il provvedimento di astensione.
    • Per motivi di lavoro a rischio: In questo caso, la richiesta va inoltrata all'Ispettorato Territoriale del Lavoro, o ITL. Frequentemente, la pratica viene avviata direttamente dal datore di lavoro, il quale deve attestare l'impossibilità di assegnare la lavoratrice a mansioni differenti e sicure.

    Quale trattamento economico spetta durante l'interdizione anticipata?

    Durante l'intero periodo di astensione anticipata, la lavoratrice ha diritto a un'indennità economica.

    Questa indennità è pari all'80% della retribuzione media globale giornaliera e viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro, che successivamente la conguaglia con l'INPS.

    Inoltre, tutto il periodo di interdizione è coperto da contribuzione figurativa, valida ai fini pensionistici.

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