Questa guida spiega i diritti e le tutele dei genitori che lavorano, dal congedo di maternità e paternità ai congedi parentali. È utile a chi è appena diventato mamma o papà e deve gestire l'assenza dal lavoro per la famiglia.
Se hai appena avuto un figlio, stai per diventarne genitore o lo hai da poco, ti servirà sapere quali tutele hai come lavoratore e quali passi seguire per non perdere diritti economici o il posto di lavoro. Qui trovi il quadro essenziale prima di scegliere la guida più adatta alla tua situazione.
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Cosa dice la legge su maternità, paternità e congedi?
Il decreto legislativo 151/2001, noto come testo unico maternità, raccoglie le tutele principali dei genitori che lavorano.
L'articolo 16 del decreto legislativo 151/2001 vieta di far lavorare la madre nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi, salvo flessibilità concordate con il medico.
Durante questo periodo spetta un'indennità pari all'80% della retribuzione, secondo l'articolo 22 del decreto legislativo 151/2001.
Il padre lavoratore ha diritto a un congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni, secondo l'articolo 27-bis del decreto legislativo 151/2001.
Entrambi i genitori possono chiedere il congedo parentale, un periodo di astensione facoltativa, disciplinato dall'articolo 32 del decreto legislativo 151/2001.
Dalla gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino opera il divieto di licenziamento previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo 151/2001, salvo i casi tassativi indicati dalla norma stessa.
Quali termini non devi perdere?
- Se vuoi dimetterti entro i primi tre anni di vita del bambino, le dimissioni devono essere convalidate dall'Ispettorato del lavoro, come previsto dall'articolo 55 del decreto legislativo 151/2001: senza convalida non produci effetto dimissorio e il rapporto di lavoro resta in essere.
- Il congedo di paternità obbligatorio va richiesto e fruito entro il quinto mese di vita del figlio, secondo l'articolo 27-bis del decreto legislativo 151/2001.
- Il congedo parentale può essere utilizzato entro i quattordici anni di vita del bambino, come stabilisce l'articolo 32 del decreto legislativo 151/2001.
- Il datore di lavoro non può licenziarti per motivi legati alla maternità o alla paternità fino al compimento di un anno di età del figlio, per effetto dell'articolo 54 del decreto legislativo 151/2001.
Quando conviene parlare con un avvocato?
Se il datore contesta la convalida delle dimissioni, ritarda il pagamento dell'indennità o prova a licenziarti nel periodo protetto, un avvocato può verificare se la procedura seguita rispetta i termini di legge e quali strumenti hai per reagire.
Serve anche se la gravidanza non era stata comunicata al momento del licenziamento, o se il datore contesta la data del parto o il diritto al congedo parentale.
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