Contratto allenatore dilettante: se percepisci un compenso, il rapporto è in genere un co.co.co. sportivo, va messo per iscritto e depositato insieme al tesseramento. Le imposte non si applicano fino a 15.000 euro annui, i contributi previdenziali scattano oltre 5.000 euro annui. In caso di esonero, la parte fissa del compenso resta dovuta per intero, mentre la parte variabile è dovuta solo in proporzione al periodo lavorato.
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Cos’è il contratto allenatore dilettante e come funziona?
Di regola è una collaborazione coordinata e continuativa sportiva, senza vincolo di subordinazione, coordinata con i tempi dell’associazione o società. Deve essere in forma scritta e depositata telematicamente insieme alla richiesta di tesseramento.
Il modello di contratto tipo per tecnici dilettanti è disponibile e va utilizzato con il deposito sul portale federale. La prassi federale richiede il deposito del contratto per tutte le qualifiche tecniche e categorie, insieme al tesseramento, con blocco della procedura se manca l’allegato contratto. Puoi verificare forma e deposito nei modelli e nelle indicazioni federali pubblicate e nel riepilogo delle regole per i tecnici, che confermano il deposito obbligatorio del contratto e della eventuale dichiarazione di prestazione volontaria. Link utili:
- Modello tipo co.co.co. società e allenatori pubblicato dalla federazione, vedi il modello ufficiale
- Regole operative per i tecnici, comprese forma scritta e deposito, vedi le domande frequenti AIAC
Quanto è il compenso e come viene tassato?
Non esistono tetti massimi ai compensi. La parte fiscale prevede esenzione dall’imposta sul reddito fino a 15.000 euro all’anno.
Oltre 15.000 euro, l’imposta si applica solo sulla parte che supera la soglia di esenzione. La disciplina fiscale e le soglie attuali sono riepilogate per i tecnici nelle domande frequenti AIAC, dove trovi anche esempi pratici.
Tabella soglie chiave
| Voce | Soglia | Effetto | | — | — | — | | Imposte sul reddito | Fino a 15.000 euro annui | Esente da IRPEF | | Imposte sul reddito | Oltre 15.000 euro annui | Tassazione solo sulla parte eccedente | | Contributi previdenziali | Fino a 5.000 euro annui | Nessun contributo dovuto | | Contributi previdenziali | Oltre 5.000 euro annui | Contributi sulla sola parte eccedente |
Come funzionano i contributi previdenziali e a quale fondo vanno?
I contributi sono dovuti solo sulla parte di compensi che eccede 5.000 euro annui. L’iscrizione previdenziale dipende dal tipo di rapporto, con riferimento alla gestione specifica per i lavoratori sportivi.
I lavoratori sportivi che operano dietro compenso, tra cui gli allenatori, rientrano nella tutela previdenziale gestita dall’INPS. Per gli sportivi, la tutela può avvenire attraverso il Fondo Pensione Lavoratori Sportivi o la Gestione separata, in base al rapporto di lavoro. Il quadro aggiornato delle categorie iscritte e delle modalità di tutela è disponibile nelle pagine ufficiali dedicate ai lavoratori sportivi e al Fondo Pensione Lavoratori Sportivi.
Il compenso va dichiarato nella dichiarazione dei redditi?
La parte esente non concorre al reddito fino a 15.000 euro annui. Se superi la soglia, l’imposta si calcola solo sulla parte oltre i 15.000 euro e quella quota va indicata nella dichiarazione.
La soglia e la logica di tassazione per scaglioni sono confermate per i tecnici nelle domande frequenti AIAC. Conserva tesseramento, contratto e ricevute dei pagamenti per dimostrare eventuali esenzioni.
Cosa succede se vengo esonerato o se mi dimetto?
Se sei esonerato, la parte fissa del compenso resta dovuta integralmente. La parte variabile collegata a obiettivi è dovuta in proporzione al periodo effettivamente lavorato, limitatamente alla stagione in corso.
Queste regole sono riportate nelle indicazioni per i tecnici e nei fac simile pubblicati dall’associazione di categoria. Puoi verificare il principio della parte fissa sempre dovuta e della quota variabile pro quota nelle domande frequenti AIAC e usare i modelli di recesso o risoluzione predisposti per l’area dilettantistica LND.
Posso lavorare gratis come volontario e ricevere rimborsi spese?
Sì, se scegli di prestare l’attività a titolo gratuito puoi essere inquadrato come volontario sportivo, con rimborso di spese documentate entro limiti precisi.
Sono ammessi rimborsi per vitto, alloggio, viaggio e trasporto per attività svolte fuori dal Comune di residenza. Le spese possono essere rimborsate anche con autocertificazione fino a 150 euro mensili se deliberato dall’organo sociale, e non concorrono al reddito del percipiente. Le condizioni per il volontario sportivo e il tetto mensile sono riportate nelle domande frequenti AIAC e nella modulistica di autocertificazione del volontario sportivo.
Qual è la durata del contratto e come si deposita?
La durata massima del contratto è di 5 anni. Il deposito del contratto avviene congiuntamente al tesseramento tramite il portale federale.
La durata massima e l’obbligo di deposito contestuale al tesseramento per tutte le qualifiche e categorie sono indicati nelle domande frequenti AIAC e nei modelli federali.
Esistono minimi o tutele fissate da accordi collettivi per i dilettanti?
Nell’area dilettantistica i minimi economici vengono definiti dalla contrattazione collettiva del settore. Sono in vigore accordi e regolamenti che disciplinano aspetti del rapporto e delle controversie.
Per l’area dilettantistica sono pubblicati l’accordo collettivo FIGC LND AIAC e il regolamento del Collegio Arbitrale LND. Verifica sempre che il tuo contratto sia coerente con i minimi e con le clausole previste dall’accordo applicabile.
Sono un dipendente pubblico, posso allenare con un co.co.co. sportivo?
Sì, ma serve l’autorizzazione della tua amministrazione se percepisci un compenso. La richiesta va presentata e l’amministrazione può autorizzare o negare entro 30 giorni, con meccanismi di silenzio assenso in determinati casi.
Le regole operative e i modelli per comunicazione e autorizzazione sono disponibili nella sezione dedicata dell’associazione dei tecnici, vedi la pagina sulle domande frequenti AIAC e la relativa modulistica per i dipendenti pubblici.
Come si risolvono le controversie sul contratto dilettantistico?
Le controversie in ambito dilettantistico sono rimesse al Collegio Arbitrale previsto dalla regolamentazione di settore.
Trovi il testo aggiornato del regolamento del Collegio Arbitrale LND e l’accordo collettivo FIGC LND AIAC che disciplina le collaborazioni coordinate e continuative nell’area dilettantistica.
Cosa succede in pratica
Immagina questo caso. Contratto co.co.co. sportivo per la stagione 1 luglio 2025, 30 giugno 2026, parte fissa 12.000 euro, parte variabile massimo 3.000 euro legata a obiettivi. Il contratto è scritto e depositato con il tesseramento, come richiesto dalle regole federali e dal modello tipo.
- A fine stagione percepisci 12.000 euro fissi e 2.000 euro variabili. Per le imposte, fino a 15.000 euro non si pagano imposte sul reddito. Tutti i 14.000 euro restano quindi esenti ai fini IRPEF.
- Per i contributi, fino a 5.000 euro non si versa nulla. La parte eccedente è 9.000 euro, su cui si applicano i contributi previdenziali solo sulla quota che supera i 5.000 euro annui.
- Se a novembre vieni esonerato, la parte fissa pattuita per la stagione resta dovuta integralmente. La parte variabile è dovuta in misura proporzionale ai mesi lavorati nella stagione, come previsto dalle regole AIAC.
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Fonti: INPS