La dirigenza sanitaria non medica raccoglie i professionisti del Servizio sanitario nazionale che hanno la qualifica di dirigente pur non essendo medici: psicologi, biologi, chimici, fisici, farmacisti e dirigenti delle professioni sanitarie. Sono circa 17.000 su 137.000 dirigenti e partono da uno stipendio tabellare di 50.005,77 euro lordi annui per 13 mensilità, cui si aggiungono retribuzione di posizione, risultato e indennità.
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Chi sono i dirigenti sanitari non medici?
Sono i professionisti laureati che lavorano negli enti e nelle aziende del Servizio sanitario nazionale con qualifica dirigenziale, in profili diversi da quello medico e veterinario. Svolgono un'attività professionale propria, alla quale può affiancarsi un incarico di tipo gestionale.
Rientrano in quest'area, tra gli altri:
- psicologi e psicoterapeuti operanti nei servizi territoriali e ospedalieri
- biologi, chimici e fisici impegnati in laboratorio, in radioprotezione, nella ricerca e nei controlli
- farmacisti delle farmacie ospedaliere e dei servizi farmaceutici
- dirigenti delle professioni sanitarie, cioè infermieri, ostetriche, tecnici, riabilitatori e professionisti della prevenzione con incarico di direzione
Il loro rapporto di lavoro è un rapporto di lavoro dipendente privatizzato, perché la disciplina del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni si applica anche alle aziende e agli enti del Servizio sanitario nazionale, con le regole speciali previste per l'ordinamento della dirigenza sanitaria.
La dirigenza amministrativa, tecnica e professionale, pur non essendo medica, segue un percorso suo: chi non è laureato in una disciplina sanitaria non percepisce le voci retributive legate alla professione sanitaria.
Gli infermieri e gli OSS rientrano nella dirigenza sanitaria non medica?
Un infermiere rientra nella dirigenza solo se ha vinto il concorso per dirigente delle professioni sanitarie: l'infermiere di reparto, anche con laurea magistrale, resta personale del comparto. L'operatore socio-sanitario non appartiene in nessun caso alla dirigenza.
La differenza non è nominale ma economica e giuridica: al personale del comparto si applica un contratto nazionale diverso, con un proprio sistema di inquadramento, indennità e orario. Alla dirigenza sanitaria si accede soltanto per concorso pubblico, con laurea e specializzazione nella disciplina.
Chi svolge di fatto funzioni dirigenziali pur essendo inquadrato nel comparto non diventa dirigente per questo, ma la questione delle mansioni superiori e del relativo trattamento economico può essere fatta valere, caso per caso, davanti al giudice del lavoro.
Quanto guadagna un dirigente sanitario non medico?
La retribuzione parte dallo stipendio tabellare, fissato in 50.005,77 euro lordi annui per 13 mensilità, e cresce con le voci legate all'incarico. Il lordo in busta paga dipende quindi dal tipo di incarico e dagli accordi aziendali, non solo dall'anzianità.
Le voci che compongono il trattamento economico sono:
- stipendio tabellare, uguale per tutti i dirigenti dell'area sanità
- retribuzione di posizione, con una parte fissa stabilita dal contratto nazionale e una parte variabile definita in sede aziendale
- retribuzione di risultato, legata alla valutazione annuale e alimentata dai fondi aziendali
- indennità contrattuali, tra cui quelle collegate alle particolari condizioni di lavoro
Con il rinnovo sottoscritto per il triennio 2022-2024 l'incremento medio dell'area è del 7,27 per cento, con aumenti mensili che vanno dai 322 euro lordi degli incarichi di base ai 530 euro dei direttori di struttura complessa.
Quali sono i livelli e gli incarichi della dirigenza sanitaria?
Non esistono livelli nel senso delle categorie del comparto: la dirigenza sanitaria è collocata in un unico ruolo e in un unico livello, articolato in base alle diverse responsabilità professionali e gestionali. Ciò che differenzia le posizioni è l'incarico attribuito.
| Tipo di incarico | Cosa comporta |
|---|---|
| Direzione di struttura complessa | Funzioni di direzione e organizzazione della struttura, oltre all'attività professionale |
| Direzione di struttura semplice, anche dipartimentale | Responsabilità gestionale su un'articolazione organizzativa più contenuta |
| Alta professionalità, alta specializzazione, studio e ricerca | Incarichi professionali senza direzione di struttura |
| Incarico professionale iniziale | Posizione di chi ha superato il periodo di prova e inizia il percorso |
L'incarico incide direttamente sulla retribuzione di posizione: a parità di anzianità, due dirigenti con incarichi diversi hanno buste paga diverse. La mancata attribuzione dell'incarico, o il mancato passaggio a un incarico superiore alla scadenza del precedente, è uno dei punti di attrito più frequenti tra dirigenti e aziende.
Quali aumenti e arretrati porta il rinnovo contrattuale?
Il rinnovo del triennio 2022-2024 ha effetto retroattivo e produce arretrati per gli anni già lavorati. Le risorse complessive stanziate sono 1,2 miliardi di euro.
| Voce | Valore | Decorrenza |
|---|---|---|
| Stipendio tabellare | +230,00 euro lordi al mese per 13 mensilità | 1° gennaio 2024 |
| Nuovo tabellare annuo | 50.005,77 euro lordi | 1° gennaio 2024 |
| Aumento mensile per incarico | da 322 a 530 euro lordi | secondo l'incarico |
| Arretrati | da 8.066 a 13.480 euro lordi | al lordo dell'indennità di vacanza contrattuale già erogata |
Due avvertenze utili per leggere la busta paga. Gli importi degli arretrati sono al lordo dell'indennità di vacanza contrattuale già incassata negli anni precedenti, che viene riassorbita: la somma nuova effettiva è quindi inferiore al valore nominale. E gli arretrati sono lordi, quindi soggetti a contributi e tassazione.
Accanto alla parte economica, il rinnovo rafforza la tutela legale in caso di aggressione da parte di terzi, con i costi a carico dell'azienda e la possibilità di scegliere il legale e il consulente tecnico di fiducia, e interviene sulle ferie, imponendo alle aziende di concordare il piano ferie estive entro il primo quadrimestre e di garantire l'effettiva fruizione del riposo.
Come si diventa dirigente sanitario non medico?
L'accesso avviene per concorso pubblico per titoli ed esami, riservato a chi possiede la laurea e la specializzazione nella disciplina messa a bando. Senza il titolo di specializzazione richiesto non si entra nel ruolo dirigenziale.
Le scuole di specializzazione di area sanitaria sono aperte anche ai laureati non medici: psicologi, biologi, chimici, fisici e farmacisti seguono percorsi propri, che rappresentano il requisito di accesso al concorso.
Durante la formazione specialistica non si è ancora dirigenti dell'azienda sanitaria: il rapporto di lavoro dipendente, con tutte le tutele contrattuali, nasce con l'assunzione dopo il concorso. Il primo periodo di servizio è soggetto a prova, superata la quale l'incarico professionale si consolida.
Cosa puoi fare se l'azienda non applica il contratto?
Le inadempienze aziendali sono diffuse: una rilevazione sindacale ha portato a diffidare 174 aziende sanitarie su 231. Le violazioni più ricorrenti riguardano orario di lavoro, superamento delle pronte disponibilità mensili, guardie su sedi diverse da quella di assegnazione, ferie non fruite, mancata attribuzione degli incarichi e carriere bloccate.
I passaggi che un dirigente può percorrere sono, nell'ordine:
- richiesta scritta all'amministrazione, con indicazione precisa della voce o dell'istituto non applicato
- segnalazione alle organizzazioni sindacali, che possono attivare diffide e contrattazione decentrata
- ricorso al giudice del lavoro per ottenere le differenze retributive o il riconoscimento dell'incarico
Sui tempi conviene non attendere: i crediti retributivi si prescrivono in cinque anni. Per le ferie, le quattro settimane annuali non possono essere sostituite da un'indennità, salvo che il rapporto di lavoro cessi: il diritto va quindi rivendicato finché si è in servizio.
Cosa succede in pratica
Una dirigente psicologa assunta da un'azienda sanitaria ha un incarico professionale iniziale. Fino al 2023 percepiva il vecchio tabellare e l'indennità di vacanza contrattuale; con il rinnovo si vede riconoscere 230,00 euro lordi in più al mese per 13 mensilità a partire dal 1° gennaio 2024.
Il conto sul solo stipendio tabellare è questo: 230 per 13 mensilità fa 2.990 euro lordi all'anno. Per il 2024 e il 2025 sono 5.980 euro lordi di arretrati, dai quali va sottratta l'indennità di vacanza contrattuale già incassata in quegli anni. A questi si aggiungono gli aumenti della retribuzione di posizione fissa e le quote dei fondi aziendali, che fanno salire il totale: per gli incarichi iniziali gli arretrati complessivi partono da 8.066 euro lordi comprensivi dell'indennità già erogata.
La verifica da fare in busta paga è semplice. Il tabellare mensile lordo deve corrispondere a 50.005,77 euro divisi per 13 mensilità, cioè circa 3.846,60 euro. Se dopo mesi dalla firma la voce è ferma al valore precedente e gli arretrati non compaiono, c'è una differenza retributiva da chiedere, entro un termine di cinque anni che, nei rapporti privi di stabilità reale, non decorre durante il rapporto di lavoro ma inizia a decorrere dalla sua cessazione.
Hai dubbi sul tuo inquadramento nella dirigenza sanitaria non medica?
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Fonti: D.lgs. 165/2001 · D.lgs. 502/1992 · Codice civile · D.lgs. 66/2003