Naspi e risoluzione consensuale: quando si ha diritto?

    Parla con un avvocato del lavoro.

    • Risposta in un minuto
    • Prima chiamata gratuita
    • Costo chiaro fin dall’inizio
    Parla con un avvocato

    La fine di un rapporto di lavoro è un momento delicato, soprattutto quando avviene tramite un accordo. Se stai valutando una risoluzione consensuale e ti chiedi se avrai diritto alla NASpI, in questo articolo troverai i chiarimenti necessari per capire quando questa possibilità è prevista dalla legge.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi cliccare il bottone che trovi qui sopra per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di risoluzione del rapporto di lavoro e accesso alla NASpI.

    Qual è la regola generale per la NASpI in caso di risoluzione consensuale?

    In linea di principio, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non dà diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Questo perché la prestazione è pensata per sostenere i lavoratori che perdono il lavoro in modo involontario. Un accordo tra le parti, per sua natura, è considerato un atto volontario che esclude l'accesso all'ammortizzatore sociale.

    Tuttavia, esistono eccezioni importanti a questa regola.

    In quali casi specifici si ha diritto alla NASpI dopo una risoluzione consensuale?

    L'indennità di disoccupazione viene riconosciuta solo in specifiche circostanze in cui la risoluzione, sebbene consensuale, è equiparata a una perdita involontaria del lavoro.

    I casi previsti sono esclusivamente i seguenti:

    • Conciliazione presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL): quando l'accordo viene raggiunto attraverso la procedura conciliativa obbligatoria, prevista dall'articolo 7 della Legge 604/1966, spesso avviata in seguito a un imminente licenziamento.
    • Rifiuto di un trasferimento illegittimo: se la risoluzione è la conseguenza del rifiuto del lavoratore di trasferirsi in un'altra sede dell'azienda. La sede deve essere distante più di 50 km dalla residenza o raggiungibile mediamente con oltre 80 minuti di mezzi pubblici.
    • Accordo collettivo aziendale di incentivo all'esodo: se la risoluzione avviene nell'ambito di un piano di riorganizzazione o riduzione del personale, formalizzato da un accordo sindacale che prevede un incentivo economico per i lavoratori che accettano di terminare il rapporto.
    • Licenziamento con conciliazione agevolata: quando, in seguito all'impugnazione di un licenziamento, il datore di lavoro e il dipendente raggiungono un accordo per risolvere la controversia.

    Quali sono gli altri requisiti da rispettare per ottenere la NASpI?

    Oltre a rientrare in una delle casistiche appena descritte, per accedere alla NASpI è necessario soddisfare anche i requisiti standard previsti dalla normativa.

    Il lavoratore deve possedere i seguenti requisiti:

    • Trovarsi in stato di disoccupazione involontaria.
    • Avere almeno 13 settimane di contribuzione versate nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Avere maturato almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto.

    Per avviare la procedura telematica o trovare maggiori dettagli, è possibile consultare la pagina dedicata sul portale ufficiale dell'INPS.

    Parla con un avvocato del lavoro.

    • Risposta in un minuto
    • Prima chiamata gratuita
    • Costo chiaro fin dall’inizio
    Parla con un avvocato