Per una colf non convivente con 15 ore settimanali la retribuzione si calcola sulla paga oraria del livello di inquadramento: 15 ore a settimana corrispondono in media a 65 ore al mese, quindi lo stipendio mensile lordo va da circa 423 euro del livello più basso a circa 484 euro del livello BS, e sale ancora per i livelli superiori. La paga oraria minima non può essere ridotta, nemmeno con un orario così ridotto.
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Quanto spetta al mese per 15 ore settimanali?
L'importo dipende solo dal livello di inquadramento, perché per chi non convive la retribuzione minima è fissata per ora. Con 15 ore settimanali si arriva a una media di 65 ore mensili.
Questi sono gli importi mensili lordi ottenuti applicando i minimi orari in vigore dal 1° gennaio 2026:
| Livello | Paga oraria minima | Lordo mensile con 15 ore settimanali |
|---|---|---|
| A | 6,51 € | 423,15 € |
| AS | 6,76 € | 439,40 € |
| B | 7,01 € | 455,65 € |
| BS | 7,45 € | 484,25 € |
| C | 7,86 € | 510,90 € |
| CS | 8,30 € | 539,50 € |
| D | 9,57 € | 622,05 € |
| DS | 9,97 € | 648,05 € |
Sono importi minimi: la paga concordata può essere più alta, e l'eventuale superminimo si somma al minimo di livello.
Come si calcola lo stipendio di una colf non convivente?
Il calcolo parte sempre dalla paga oraria, non da uno stipendio mensile fisso. La formula è paga oraria moltiplicata per le ore settimanali, moltiplicata per 52 settimane e divisa per 12 mesi.
Con 15 ore settimanali il risultato è una media costante di 65 ore mensili retribuite, che tiene conto del fatto che alcuni mesi hanno più settimane di altri.
In alternativa il pagamento può seguire le ore effettivamente lavorate nel singolo mese: in questo caso l'importo oscilla, perché un mese può contenere 60 ore e un altro 69. Le due modalità, nell'arco dell'anno, portano allo stesso totale.
Quale livello di inquadramento spetta in base alle mansioni?
Il livello dipende dalle mansioni svolte in concreto e dall'autonomia con cui vengono svolte, non da come viene chiamato il rapporto. È la voce che incide di più sullo stipendio.
- Livello A: mansioni esecutive semplici svolte sotto il diretto controllo del datore di lavoro e senza esperienza professionale, come le sole pulizie o la sola lavanderia.
- Livello B: collaboratore generico polifunzionale, custode, addetto alla stireria, cameriere, autista, con esperienza e competenza specifica.
- Livello BS: assistenza a persone autosufficienti e baby sitter, con indennità aggiuntiva di 0,84 euro l'ora quando si assistono bambini fino a 6 anni.
- Livello CS: assistenza a persone non autosufficienti, con paga oraria minima di 8,30 euro.
Chi svolge più mansioni fra quelle del livello A va inquadrato al livello B. Un inquadramento più basso di quello dovuto comporta il diritto alle differenze retributive.
Dove si trovano le tabelle retributive ufficiali aggiornate?
I minimi del lavoro domestico vengono aggiornati ogni anno dalla commissione nazionale che riunisce sindacati e associazioni dei datori di lavoro, sulla base della variazione del costo della vita. La tabella con i nuovi importi viene pubblicata insieme al verbale di accordo.
Per il 2026 l'aggiornamento è stato siglato l'11 febbraio 2026 con decorrenza dal 1° gennaio: chi ha ricevuto gli importi vecchi nei primi mesi dell'anno ha diritto al conguaglio delle differenze.
Cosa viene trattenuto dallo stipendio?
Sullo stipendio della colf viene trattenuta solo la quota di contributi a carico del lavoratore. Nel lavoro domestico non viene invece trattenuta l'IRPEF in busta paga: le imposte si regolano, se dovute, con la dichiarazione dei redditi.
Con un orario inferiore alle 24 ore settimanali il contributo è determinato per fasce di retribuzione oraria, calcolate sulla retribuzione oraria effettiva, cioè la paga oraria concordata aumentata della quota oraria di tredicesima e, se previsti, del valore di vitto e alloggio.
| Retribuzione oraria effettiva | Quota oraria a carico del lavoratore |
|---|---|
| Fino a 9,48 € | 0,42 € |
| Oltre 9,48 € e fino a 11,54 € | 0,48 € |
| Oltre 11,54 € | 0,58 € |
Il datore versa l'intero contributo con cadenza trimestrale, trattenendo dalla retribuzione mensile la sola quota del lavoratore. Gli importi vengono aggiornati ogni anno.
Cosa spetta oltre allo stipendio mensile?
Anche con 15 ore settimanali il rapporto è a tutti gli effetti un rapporto di lavoro subordinato, con gli stessi istituti degli altri contratti. La retribuzione mensile non esaurisce quindi quanto è dovuto. Per approfondire il tema del TFR si può leggere la guida Calcolo tfr colf: come si calcola con un esempio pratico.
Spettano in particolare:
- la tredicesima mensilità, che matura mese per mese e viene pagata a dicembre;
- le ferie retribuite e i riposi giornalieri e settimanali;
- il trattamento di fine rapporto, pari alla retribuzione annua divisa per 13,5, che si accumula ogni anno e viene liquidato alla fine del rapporto;
- la copertura per malattia e maternità e i contributi previdenziali versati all'INPS.
Come cambia lo stipendio se le ore aumentano?
La paga oraria resta la stessa, cambia solo il numero di ore retribuite. Ogni settimana in più di orario si traduce in un aumento proporzionale del lordo mensile.
Questi sono gli importi mensili lordi per i due livelli più frequenti, calcolati con la stessa formula:
| Ore settimanali | Ore medie al mese | Livello B a 7,01 € | Livello BS a 7,45 € |
|---|---|---|---|
| 15 | 65 | 455,65 € | 484,25 € |
| 20 | 86,67 | 607,55 € | 645,70 € |
| 25 | 108,33 | 759,40 € | 807,05 € |
| 30 | 130 | 911,30 € | 968,50 € |
| 40 | 173,33 | 1.215,05 € | 1.291,30 € |
Per una badante non convivente che assiste una persona non autosufficiente il conto si fa con la paga oraria di 8,30 euro: con 40 ore settimanali il lordo mensile supera i 1.438 euro.
Come vanno pagate le ore in più e il lavoro festivo?
Le ore svolte oltre le 15 concordate vanno retribuite in aggiunta, con la paga oraria del livello. Non possono essere considerate incluse nello stipendio pattuito.
Per il lavoro svolto oltre l'orario ordinario, di domenica o nelle ore notturne il contratto collettivo prevede maggiorazioni sulla retribuzione oraria: se sul prospetto paga compaiono solo le ore ordinarie, quelle somme restano dovute.
Come controllare che lo stipendio ricevuto sia corretto?
Il controllo si fa su quattro numeri: livello, paga oraria, ore conteggiate e trattenuta contributiva. Se anche uno solo non torna, la differenza è recuperabile.
- Verifica che il livello corrisponda alle mansioni realmente svolte e non a un inquadramento più basso.
- Confronta la paga oraria con il minimo del livello: i minimi del contratto collettivo sono vincolanti e non si può scendere sotto.
- Somma le ore effettivamente svolte nel mese e moltiplicale per la paga oraria.
- Controlla che la trattenuta corrisponda alla quota oraria a carico del lavoratore della fascia giusta, e non a una cifra più alta.
- Conserva il prospetto paga e le ricevute firmate: in caso di contestazione la mancanza di documentazione retributiva pesa su chi era tenuto a redigerla.
Il rapporto deve inoltre essere regolato da un contratto scritto, che indica livello, orario e retribuzione concordata.
Cosa succede in pratica
Una collaboratrice domestica non convivente lavora 15 ore a settimana, 3 ore al giorno per 5 giorni, occupandosi di pulizie, stireria e spesa. Svolgendo più mansioni con autonomia, l'inquadramento corretto è il livello B.
Il conto del suo mese tipo:
- Retribuzione lorda: 7,01 euro per 65 ore medie mensili, cioè 455,65 euro.
- Retribuzione oraria effettiva ai fini contributivi: 7,01 euro più 0,58 euro di quota oraria di tredicesima, cioè 7,59 euro, quindi nella prima fascia.
- Trattenuta contributiva: 0,42 euro per 65 ore, cioè 27,30 euro al mese, corrispondenti a 81,90 euro per ciascun trimestre.
- Netto mensile: circa 428,35 euro.
- A dicembre riceve la tredicesima, pari a una mensilità: 7,01 euro per 65 ore, cioè 455,65 euro lordi.
- Alla fine dell'anno matura TFR per 438,77 euro, cioè 5.923,45 euro di retribuzione annua compresa la tredicesima divisi per 13,5.
Se il datore le avesse applicato il livello A a 6,51 euro l'ora, avrebbe ricevuto 423,15 euro al mese: 32,50 euro in meno ogni mese, 422,50 euro in meno all'anno considerando anche la tredicesima, somme che restano dovute come differenze retributive.
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Fonti: Codice civile · Ministero del Lavoro · INPS