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    Risoluzione sindacale: quando il ticket non è dovuto

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    La conclusione di un rapporto di lavoro tramite una risoluzione consensuale in sede sindacale solleva spesso dubbi e incertezze, in particolare riguardo agli obblighi contributivi a carico del datore di lavoro. Capire quando il cosiddetto "ticket di licenziamento" è dovuto è fondamentale per evitare errori e gestire la chiusura del rapporto in modo corretto. In questo articolo facciamo chiarezza su quando l'azienda è esonerata dal versamento del contributo NASpI.

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    La risoluzione consensuale in sede sindacale prevede il pagamento del ticket?

    In linea generale, la risposta è no. Il ticket di licenziamento, tecnicamente noto come contributo NASpI, non è dovuto in caso di risoluzione consensuale sottoscritta in una sede protetta, come quella sindacale, ai sensi dell'articolo 411 del codice di procedura civile.

    Questo principio si applica alla maggior parte degli accordi consensuali raggiunti con l'assistenza delle organizzazioni sindacali. La ragione di questa esclusione è strettamente legata al diritto del lavoratore di accedere o meno all'indennità di disoccupazione.

    Il verbale di conciliazione in sede sindacale dà diritto alla NASpI?

    No, la procedura di risoluzione consensuale standard formalizzata tramite un verbale di conciliazione in sede sindacale non costituisce un presupposto valido per l'accesso del lavoratore alla NASpI.

    Di conseguenza, venendo a mancare il diritto alla prestazione di disoccupazione per il lavoratore, decade anche l'obbligo per il datore di lavoro di versare il relativo contributo all'INPS. L'obbligo contributivo e il diritto alla prestazione sono infatti due facce della stessa medaglia.

    Esistono eccezioni in cui il ticket è dovuto anche con una risoluzione consensuale?

    Sì, la legge prevede specifiche casistiche in cui, pur trattandosi di una risoluzione consensuale, il datore di lavoro è comunque tenuto a versare il ticket di licenziamento. Questo accade esclusivamente in situazioni "tutelate", dove l'accordo dà diritto alla NASpI.

    Le eccezioni principali sono:

    • Rifiuto del trasferimento: quando la risoluzione consensuale deriva dal rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso un'altra sede dell'azienda distante più di 50 km dalla sua residenza o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici.
    • Conciliazione per giustificato motivo oggettivo: se la risoluzione avviene al termine della procedura di conciliazione obbligatoria, avviata dal datore di lavoro per un licenziamento legato a motivi economici, tecnici o organizzativi - come previsto dall'articolo 7 della Legge 604/1966.
    • Incentivo all'esodo: qualora l'accordo sia raggiunto nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo o tramite accordi sindacali finalizzati alla riorganizzazione aziendale che prevedono un incentivo all'uscita per i lavoratori.

    Come si calcola l'importo del ticket di licenziamento?

    Se la risoluzione consensuale rientra in una delle casistiche di eccezione che attivano l'obbligo contributivo, il datore di lavoro deve versare all'INPS un importo calcolato in base all'anzianità di servizio del dipendente.

    La misura del contributo è pari al 41% del massimale mensile NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale maturati negli ultimi tre anni.

    Considerando il massimale INPS attualmente in vigore di € 1.584,70, il costo è di circa € 649,73 per ogni anno di lavoro, fino a un importo massimo di € 1.949,19 per i lavoratori con un'anzianità pari o superiore a 36 mesi.

    Per i dettagli operativi e i codici da utilizzare nella comunicazione di cessazione, è sempre consigliabile consultare le circolari ufficiali dell'INPS.

    Quindi, quando non si paga il ticket per licenziamento?

    In sintesi, l'azienda non è tenuta a pagare il ticket di licenziamento nel caso più comune di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro formalizzata in sede sindacale. Questa regola generale vale perché tale accordo, di per sé, non permette al lavoratore di richiedere l'indennità di disoccupazione NASpI.

    L'obbligo di pagamento scatta, invece, solo nelle specifiche ipotesi protette dalla legge che abbiamo elencato, le quali rappresentano delle eccezioni alla regola.

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