Se hai subito un licenziamento che ritieni illegittimo, è probabile che ti sia imbattuto in due concetti giuridici fondamentali: la tutela reale e la tutela obbligatoria. Comprendere quale delle due si applica al tuo caso è essenziale per conoscere i tuoi diritti e le possibili conseguenze.
In questo articolo ti spiegheremo in modo semplice le differenze tra questi due regimi di tutela e in quali casi trovano applicazione. Per affrontare la situazione con le giuste certezze, puoi cliccare il bottone che trovi qui sopra per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di impugnazione del licenziamento illegittimo.
Qual è la differenza fondamentale tra tutela reale e obbligatoria?
La distinzione principale tra tutela reale e obbligatoria riguarda le conseguenze di un licenziamento dichiarato illegittimo dal giudice e, in particolare, il potere di scelta tra la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento economico.
Nella tutela reale, è il lavoratore a poter scegliere. Nella tutela obbligatoria, invece, la scelta spetta al datore di lavoro.
Vediamo nel dettaglio come funzionano e quando si applicano.
Che cos’è la tutela reale e quando si applica?
La tutela reale, disciplinata dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, rappresenta la forma di protezione più forte per il dipendente.
Quando un licenziamento viene giudicato illegittimo e si applica questa tutela, il giudice ordina al datore di lavoro la reintegrazione del lavoratore nel suo posto di lavoro e il pagamento di un risarcimento per il danno subito.
A questo punto, spetta al lavoratore decidere se:
- tornare effettivamente al lavoro, ricevendo il risarcimento del danno;
- rinunciare alla reintegrazione e chiedere al suo posto un'indennità economica sostitutiva.
Questa tutela si applica generalmente nelle seguenti situazioni:
- per i licenziamenti nulli, come quelli discriminatori o ritorsivi, a prescindere dal numero di dipendenti dell'azienda;
- in altri casi di illegittimità previsti dalla legge, ma solo per le aziende di maggiori dimensioni.
Che cos’è la tutela obbligatoria e in quali casi si applica?
La tutela obbligatoria, prevista dall'articolo 8 della Legge 604/1966, offre una protezione più debole rispetto a quella reale, perché lascia la decisione finale al datore di lavoro.
Se il giudice dichiara illegittimo il licenziamento, l'azienda ha due possibilità:
- riassumere il lavoratore entro 3 giorni dalla sentenza;
- in alternativa, versargli un'indennità economica risarcitoria, che di solito varia tra 2,5 e 6 mensilità dell'ultima retribuzione.
Questo regime di tutela si applica principalmente ai datori di lavoro che non raggiungono i requisiti dimensionali previsti per la tutela reale, ovvero le aziende con meno di 15 dipendenti per unità produttiva o fino a 60 in totale sul territorio nazionale.
Chi sono i lavoratori a tutele reali?
Non esiste una categoria di "lavoratori a tutele reali" a priori. L'applicazione di questa tutela dipende da due fattori principali: la gravità del vizio del licenziamento e le dimensioni dell'azienda.
In sintesi, la tutela reale piena si applica a:
- tutti i lavoratori, a prescindere dalle dimensioni dell'azienda, in caso di licenziamento nullo - ad esempio discriminatorio, ritorsivo o intimato per causa di matrimonio;
- i lavoratori di imprese con più di 15 dipendenti in una singola sede o più di 60 in totale, in altri specifici casi di licenziamento illegittimo.
La tutela reale riguarda anche il diritto di proprietà?
No, si tratta di due concetti giuridici completamente diversi che non devono essere confusi.
Nel diritto del lavoro, la "tutela reale" si riferisce al diritto del lavoratore di essere reintegrato nel suo posto di lavoro.
Nel diritto civile, invece, i "diritti reali" - come la proprietà - sono diritti che una persona ha direttamente su una cosa, come un immobile o un terreno, e sono validi nei confronti di tutti.
La tutela del lavoratore è un'assicurazione obbligatoria?
No, la tutela reale e obbligatoria non sono polizze assicurative. Sono regimi di protezione stabiliti direttamente dalla legge italiana per tutelare i lavoratori in caso di licenziamento illegittimo.
Le assicurazioni di "tutela legale" sono invece prodotti assicurativi privati e facoltativi, che una persona può decidere di sottoscrivere per coprire le spese legali in caso di controversie, ma non hanno alcun legame con la reintegrazione o il risarcimento del danno previsti dalla legge sul lavoro.
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