Se hai ricevuto una lettera di licenziamento per esubero personale, verifica subito tre cose: che sia in forma scritta e motivata da ragioni organizzative reali, che l’azienda abbia rispettato gli eventuali passaggi obbligatori prima del recesso, e che preavviso, TFR e competenze siano corretti. Se qualcosa non torna, puoi impugnare il licenziamento entro 60 giorni.
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Cos’è l’esubero personale e quando è legittimo?
Il licenziamento per esubero personale è quello motivato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro o al regolare funzionamento dell’impresa, come la soppressione del posto. Deve essere reale, attuale e non pretestuoso, e va indicato in modo specifico nella comunicazione al lavoratore, o reso noto su richiesta. Puoi verificare se la ragione addotta rientra tra le ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento e se è stata rispettata la regola della forma scritta del licenziamento e della specificazione dei motivi già nella comunicazione.
Prima di arrivare al recesso, l’azienda deve valutare se è possibile ricollocarti in altre mansioni compatibili, nel rispetto dei doveri di correttezza e buona fede. Se le mansioni sono fungibili con quelle di colleghi, la scelta non può essere arbitraria e deve seguire criteri coerenti con tali doveri.
Cosa deve contenere la lettera che ricevi?
La risposta secca: la lettera deve essere scritta, chiara sulla causale organizzativa e completa su preavviso e spettanze. Se manca qualcosa, puoi chiedere i motivi e valutare l’impugnazione.
Controlla in particolare:
- La causale oggettiva, collegata a ragioni organizzative o produttive e alla soppressione della posizione.
- La forma scritta, con la specificazione dei motivi già nella comunicazione, a pena di inefficacia.
- Il preavviso indicato o l’indennità sostitutiva. Il preavviso o, in alternativa, l’indennità sostitutiva discendono dalla regola generale sul recesso con preavviso, che impone di corrispondere un’indennità se il preavviso non viene lavorato.
- La data di cessazione del rapporto e il conteggio delle competenze finali.
- Il TFR. Il TFR matura fino all’ultimo giorno ed è calcolato con il criterio legale di accantonamento previsto per il TFR.
Quali passaggi procedurali devi verificare?
Se l’azienda ha più di 15 dipendenti, prima della lettera deve esserci il tentativo obbligatorio di conciliazione presso l’Ispettorato territoriale del lavoro. La convocazione avviene a breve, e in assenza di accordo il datore può procedere con il recesso.
In ogni caso il licenziamento è valido solo se comunicato in forma scritta, come prevede la regola sulla forma del licenziamento. Se ricevi la lettera a mano, via PEC o via raccomandata, conserva la prova della data di ricezione, perché da quella decorrono i termini.
Entro quando puoi impugnare?
Hai due scadenze fondamentali. Devi impugnare il licenziamento entro 60 giorni con un atto scritto anche semplice. Poi, entro i successivi 180 giorni devi depositare il ricorso o avviare un tentativo di conciliazione o arbitrato. Se i termini scadono, l’impugnazione diventa inefficace.
Hai diritto alla NASpI?
Sì, nei licenziamenti per esubero la disoccupazione è involontaria e puoi chiedere la NASpI se possiedi i requisiti e presenti la domanda nei termini indicati da INPS per la NASpI. Domanda e requisiti si gestiscono online sul portale INPS, anche tramite patronato.
È valida una lettera inviata per raccomandata, PEC o consegnata a mano?
Conta che il licenziamento sia in forma scritta, come impone la regola sulla forma del licenziamento. Nella prassi la consegna avviene a mano con ricevuta, per raccomandata o tramite PEC. La data in cui la ricevi è il riferimento per termini e scadenze.
Quanto preavviso deve esserci prima della cessazione?
Il preavviso è quello previsto dal tuo CCNL e dall’anzianità. Se il datore non lo fa lavorare, deve corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso. La decorrenza della cessazione e l’eventuale esonero dal lavoro devono essere scritti in lettera.
Esubero personale e licenziamento collettivo sono la stessa cosa?
No. Se l’azienda, in 120 giorni nella stessa provincia, intende licenziare almeno cinque lavoratori, si applica la procedura di licenziamento collettivo con gli adempimenti previsti dagli obblighi di informazione e consultazione e dall’ambito di applicazione per numero di esuberi. In quel caso i criteri di scelta sono regolati specificamente e, in assenza di accordi, la selezione avviene secondo le regole legali sui criteri di scelta. Se sospetti che il tuo caso rientri in questa procedura ma non sia stata seguita, valuta l’impugnazione.
Cosa succede in pratica
Di seguito un esempio con tempi e verifiche tipiche. Serve per capire cosa controllare, non sostituisce il tuo caso concreto.
- Azienda con 25 dipendenti avvia il tentativo obbligatorio di conciliazione all’Ispettorato territoriale del lavoro. Ricevi la convocazione e l’incontro non porta ad accordo.
- Il 10 giugno ricevi la lettera di licenziamento per esubero, con motivazione di riorganizzazione e soppressione del posto. La comunicazione è scritta, come richiede la regola sulla forma del licenziamento, e contiene la data di cessazione.
- La lettera indica l’esonero dal lavoro con pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso pari a una mensilità lorda, corrisposta con le competenze finali.
- Sono indicati TFR e competenze residue. Il TFR matura fino all’ultimo giorno ed è calcolato con il criterio legale di accantonamento previsto per il TFR.
- Se vuoi contestare, devi impugnare entro 60 giorni dalla data di ricezione della lettera e, entro i successivi 180 giorni, depositare il ricorso o avviare conciliazione o arbitrato.
- Per il sostegno al reddito, verifica i requisiti e presenta la domanda di NASpI nei termini previsti sulla pagina INPS.
Tabella scadenze essenziali | Passaggio | Termine | | Tentativo obbligatorio di conciliazione aziende oltre 15 dipendenti | convocazione a breve secondo la procedura all’ITL | | Impugnare il licenziamento | entro 60 giorni | | Ricorso o conciliazione dopo l’impugnazione | entro 180 giorni | | Domanda NASpI | nei termini indicati da INPS per la NASpI |
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Fonti: Legge 604/1966 · Codice civile · Legge 223/1991