RLS con più di 15 lavoratori: come si elegge e quanti sono

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    Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell'ambito delle rappresentanze sindacali presenti in azienda e, se queste non ci sono, lo eleggono direttamente i lavoratori al loro interno. Il numero minimo va da uno a sei rappresentanti in base a quante persone lavorano nell'azienda o nell'unità produttiva.

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    Chi elegge l'RLS nelle aziende con più di 15 lavoratori?

    Lo eleggono o lo designano i lavoratori, non il datore di lavoro. Sopra la soglia dei 15 lavoratori la scelta avviene nell'ambito delle rappresentanze sindacali in azienda, quindi tra chi fa parte della RSA o della RSU.

    Il datore di lavoro non ha alcun potere decisionale sul nome: può solo informare i lavoratori della possibilità di procedere e prendere atto del risultato.

    Le modalità concrete del voto, il numero effettivo di rappresentanti e le ore retribuite per svolgere l'incarico sono rimesse alla contrattazione collettiva, che può prevedere condizioni migliori rispetto al minimo di legge.

    Cosa succede se in azienda non ci sono RSA o RSU?

    Il diritto di avere un rappresentante non si perde. In assenza di rappresentanze sindacali, anche sopra i 15 lavoratori, l'RLS è eletto dai lavoratori dell'azienda al loro interno.

    In questo caso si procede con le stesse logiche usate nelle piccole realtà: assemblea dei lavoratori, voto a scrutinio segreto e verbale dell'esito.

    Quanti RLS spettano in base al numero di lavoratori?

    Il minimo di legge dipende dalla dimensione dell'azienda o dell'unità produttiva. La contrattazione collettiva può aumentarlo, mai ridurlo.

    Lavoratori dell'azienda o unità produttivaNumero minimo di RLS
    Fino a 2001
    Da 201 a 1.0003
    Oltre 1.0006

    Un'azienda con 800 dipendenti rientra quindi nella fascia intermedia: i rappresentanti devono essere almeno tre.

    Oltre i 1.000 lavoratori il numero sale ulteriormente nella misura stabilita dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva.

    Il conteggio si fa anche per unità produttiva: in un gruppo con più stabilimenti, ogni sede autonoma ha i suoi rappresentanti.

    Come si svolge l'elezione e quanto dura l'incarico?

    Il voto è segreto e le regole di dettaglio le fissa la contrattazione collettiva. La legge indica che l'elezione avviene secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva nazionale, di norma in corrispondenza della giornata nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro.

    Sulla durata del mandato la legge tace: sono gli accordi tra sindacati e associazioni datoriali a fissarla, in genere in tre anni, con possibilità di rielezione. Non esiste quindi un obbligo di legge di rinnovare la figura ogni tre anni: il termine deriva dal contratto applicato.

    Dopo l'elezione il datore di lavoro deve comunicare il nominativo all'INAIL in via telematica. È un adempimento che riguarda lui, non chi è stato eletto.

    È obbligatorio avere un RLS e cosa succede se nessuno viene eletto?

    La legge prevede che in tutte le aziende o unità produttive sia eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, anche con un solo dipendente. Dal lato dei lavoratori però si tratta di un diritto, non di un obbligo con sanzione: nessuno può essere costretto ad accettare l'incarico.

    Se non si procede all'elezione, le funzioni vengono svolte dal rappresentante territoriale oppure dal rappresentante di sito produttivo: i lavoratori non restano privi di rappresentanza.

    Le aziende prive di un rappresentante interno versano inoltre un contributo a un apposito fondo, pari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato, destinato anche a finanziare l'attività dei rappresentanti territoriali.

    Quali requisiti deve avere chi viene eletto RLS?

    Non servono titoli di studio o qualifiche particolari. Il requisito è essere un lavoratore dell'azienda e, sopra i 15 dipendenti con rappresentanze sindacali presenti, essere scelto nel loro ambito.

    Le competenze tecniche si acquisiscono dopo, con la formazione che il datore di lavoro è tenuto a garantire. Il ruolo nasce infatti per rappresentare i lavoratori sugli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro, non per svolgere funzioni tecniche al posto del datore o del servizio di prevenzione.

    Cosa può fare l'RLS e quali tutele ha?

    Ha poteri di accesso, consultazione e informazione, e non può subire conseguenze negative per l'attività svolta. Le principali attribuzioni riconosciute dalla legge sono:

    • accedere ai luoghi di lavoro dove si svolgono le lavorazioni
    • essere consultato in modo preventivo sulla valutazione dei rischi e sulla programmazione della prevenzione
    • essere consultato sulla designazione del responsabile del servizio di prevenzione, degli addetti alle emergenze e del medico competente
    • ricevere la documentazione aziendale sui rischi, sugli infortuni e sulle malattie professionali
    • ricevere le informazioni che arrivano dagli organi di vigilanza
    • formulare osservazioni durante le ispezioni e proporre misure di prevenzione
    • rivolgersi alle autorità competenti quando ritiene insufficienti le misure adottate

    Per svolgere l'incarico deve disporre del tempo necessario senza perdita di retribuzione, oltre ai mezzi e agli spazi utili. E non può subire pregiudizio a causa della propria attività: gli si applicano le stesse tutele previste per le rappresentanze sindacali, quindi la protezione vale anche contro trasferimenti, demansionamenti o licenziamenti ritorsivi.

    Un diritto che scatta proprio sopra la soglia: nelle aziende con più di 15 lavoratori il rappresentante partecipa alla riunione periodica indetta almeno una volta l'anno insieme al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione e al medico competente.

    Che formazione spetta all'RLS e chi la paga?

    La formazione dura almeno 32 ore, di cui 12 dedicate ai rischi specifici dell'azienda, ed è a carico del datore di lavoro. L'aggiornamento periodico non può essere inferiore a 4 ore annue nelle imprese da 15 a 50 lavoratori e a 8 ore annue oltre i 50 lavoratori.

    I corsi si svolgono durante l'orario di lavoro e non possono comportare oneri economici a carico dei lavoratori: chi è eletto non deve pagare nulla né recuperare le ore.

    Nelle imprese con meno di 15 lavoratori l'aggiornamento resta dovuto, ma le modalità sono affidate alla contrattazione collettiva nazionale, secondo un criterio di proporzionalità legato alla dimensione aziendale e al livello di rischio.

    Quali sono i tre tipi di RLS?

    Oltre al rappresentante aziendale, la legge ne prevede altri due. Si distinguono per l'ambito in cui operano:

    • aziendale, eletto all'interno dell'impresa o dell'unità produttiva
    • territoriale o di comparto, che esercita le funzioni per le aziende in cui non è stato eletto un rappresentante interno
    • di sito produttivo, previsto in contesti complessi come porti, centri intermodali, impianti siderurgici e cantieri di grandi dimensioni

    Come si elegge l'RLS fino a 15 lavoratori?

    Sotto la soglia non passa dalle rappresentanze sindacali: l'RLS è eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, oppure la rappresentanza è esercitata dal rappresentante territoriale.

    È la differenza principale rispetto alle aziende più grandi, dove la scelta avviene nell'ambito della RSA o della RSU quando queste esistono. I poteri e le tutele di chi è eletto restano invece gli stessi.

    Cosa succede in pratica

    In uno stabilimento con 240 dipendenti è presente una RSU. Il numero minimo di rappresentanti per la sicurezza è di uno fino a 200 lavoratori, tre da 201 a 1.000 e sei oltre i 1.000, e nelle aziende con più di 15 lavoratori sono eletti o designati nell'ambito delle rappresentanze sindacali aziendali.

    Dopo il voto, il datore di lavoro comunica i nominativi all'INAIL in via telematica e avvia la formazione: 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici dello stabilimento, seguite da 8 ore di aggiornamento ogni anno perché i lavoratori sono più di 50. Il corso si tiene in orario di lavoro, con retribuzione piena e nessuna spesa a carico dei tre eletti.

    Nel corso dell'anno l'azienda convoca la riunione periodica, obbligatoria almeno una volta l'anno sopra i 15 lavoratori: i rappresentanti ottengono copia del documento di valutazione dei rischi e segnalano una lavorazione che ritengono pericolosa. Il tempo impiegato per sopralluoghi e riunione è retribuito come orario di lavoro.

    Qualche mese dopo uno dei tre viene spostato su un turno disagiato subito dopo aver segnalato una criticità agli organi di vigilanza. Qui entra in gioco il divieto di pregiudizio per l'esercizio della funzione, con le stesse tutele riconosciute ai rappresentanti sindacali: il provvedimento può essere contestato.

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    Se desideri capire come muoverti nella tua situazione concreta, per esempio perché l'elezione non viene mai organizzata, la formazione non arriva o le segnalazioni sulla sicurezza restano senza risposta, cliccando il bottone che trovi qui sotto puoi parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in sicurezza sul lavoro e rappresentanza dei lavoratori nelle aziende con più di 15 dipendenti. La scelta su come procedere resta sempre tua.

    Fonti: D.lgs. 81/2008 · Ministero del Lavoro

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