Lo stipendio netto per una baby sitter con un contratto da 20 ore settimanali è di circa 650-700 euro al mese, se si applicano i minimi salariali previsti dal contratto collettivo nazionale. L'importo può aumentare in base agli accordi con la famiglia, all'esperienza e all'età dei bambini da assistere.
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Quanto si guadagna con un contratto da 20 ore settimanali?
Con un contratto da 20 ore settimanali, la retribuzione mensile netta si aggira intorno ai 650 euro. Questo importo si basa sulla paga oraria minima prevista dal contratto collettivo per una baby sitter non convivente.
Lo stipendio mensile si calcola moltiplicando le ore settimanali per il numero medio di settimane in un mese. La formula precisa è: ore settimanali moltiplicato per 52 e diviso per 12. Per un contratto da 20 ore, le ore medie mensili sono 86,67.
A questo punto si moltiplica il numero di ore medie mensili per la paga oraria lorda concordata. Dalla cifra ottenuta, il datore di lavoro trattiene una piccola quota di contributi INPS a carico del lavoratore. L'importo rimanente è lo stipendio netto che ricevi in busta paga. Per un confronto con un diverso orario di lavoro domestico, puoi leggere la guida sullo Stipendio colf 15 ore non convivente: calcolo e tabelle.
Qual è la paga oraria minima per una baby sitter?
La paga oraria minima è stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico. Per una baby sitter, il livello di inquadramento di riferimento è il BS, che prevede una paga oraria lorda di 7,45 euro.
Il contratto collettivo prevede diversi livelli, a seconda delle mansioni e delle competenze. I principali per chi assiste i bambini sono:
- Livello BS: per l'assistenza a bambini autosufficienti. È il livello più comune.
- Livello CS: per l'assistenza a persone non autosufficienti, che può includere bambini molto piccoli con esigenze particolari.
- Livello DS: per chi ha una formazione specifica e svolge compiti complessi di gestione e assistenza.
È sempre possibile concordare con la famiglia una paga oraria più alta rispetto ai minimi previsti dal contratto.
L'età dei bambini cambia lo stipendio?
Sì, se assisti un bambino con meno di sei anni hai diritto a un'indennità aggiuntiva. Questa indennità si aggiunge alla paga oraria minima e aumenta lo stipendio.
Il Contratto Collettivo del Lavoro Domestico riconosce la maggiore responsabilità e l'impegno richiesti nell'assistenza dei bambini più piccoli. Per questo, fino al compimento del sesto anno di età, alla baby sitter inquadrata nel livello BS spetta un'indennità aggiuntiva che va a sommarsi alla retribuzione base.
Quali sono i contributi obbligatori?
Una piccola parte dei contributi previdenziali è a tuo carico e viene trattenuta ogni mese dallo stipendio. La quota maggiore dei contributi è invece a carico del datore di lavoro, che li versa ogni tre mesi all'INPS.
I contributi servono a finanziare la tua futura pensione, l'assicurazione contro gli infortuni e altre tutele. L'importo varia in base alla retribuzione oraria e al numero di ore lavorate. Per un orario di lavoro fino a 24 ore settimanali, come nel caso di un contratto da 20 ore, il calcolo si basa su tre diverse fasce di retribuzione. Se l'orario supera le 24 ore settimanali, il contributo orario diventa fisso.
Come si calcolano la tredicesima e il TFR?
Hai diritto a una mensilità aggiuntiva all'anno, la tredicesima, e al Trattamento di Fine Rapporto-TFR-al termine del contratto. Entrambi si calcolano sulla base della tua retribuzione.
La tredicesima corrisponde a una mensilità intera della tua retribuzione e viene pagata di solito a dicembre. Se il rapporto di lavoro dura meno di un anno, ti spettano tanti dodicesimi di mensilità quanti sono i mesi lavorati.
Il TFR, o liquidazione, è una somma che matura ogni mese e che ti viene pagata quando il rapporto di lavoro finisce. L'importo mensile accantonato si calcola dividendo la tua retribuzione lorda mensile per un coefficiente fisso di 13,5.
Cosa succede in pratica
Marta lavora come baby sitter per una famiglia, assiste un bambino di 8 anni per 20 ore a settimana, dal lunedì al venerdì. Il suo contratto è a tempo indeterminato e non è convivente. La sua paga oraria lorda è quella minima prevista dal contratto collettivo.
Vediamo passo dopo passo come si calcola il suo stipendio netto mensile.
- Paga oraria: il suo livello è BS, quindi la sua paga oraria lorda è di 7,45 euro.
- Stipendio lordo mensile: le ore lavorate in media ogni mese sono 86,67. Lo stipendio lordo è 86,67 ore moltiplicato per 7,45 euro, cioè 645,69 euro.
- Contributi INPS a carico di Marta: per stabilire la fascia contributiva si calcola la retribuzione oraria effettiva. Questa retribuzione comprende anche il rateo di tredicesima. Il calcolo è:
- Paga oraria base: 7,45 euro.
- Rateo orario tredicesima: 7,45 euro diviso 12, cioè 0,62 euro.
- Retribuzione oraria effettiva: 7,45 euro più 0,62 euro, per un totale di 8,07 euro. Questa cifra rientra nella prima fascia di retribuzione. La quota di contributi a carico della lavoratrice è di 0,42 euro per ogni ora lavorata. Il totale mensile è 86,67 ore moltiplicato per 0,42 euro, cioè 36,40 euro.
- Stipendio netto mensile: si sottrae la quota di contributi dallo stipendio lordo. Quindi, 645,69 euro meno 36,40 euro fa 609,29 euro. Questo è l'importo netto che Marta riceve ogni mese.
Oltre a questo stipendio, Marta matura ogni mese anche la tredicesima, pari a 53,81 euro, e il TFR, pari a 47,83 euro. Queste somme le verranno pagate rispettivamente a dicembre e alla fine del rapporto di lavoro.
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Fonti: INPS