Questa guida spiega come dimettersi con effetto immediato, senza preavviso, per un grave inadempimento del datore di lavoro. È utile a chi vive una situazione insostenibile e vuole andarsene mantenendo il diritto alla NASpI.
Questa pagina ti offre un quadro completo delle dimissioni per giusta causa, per capire i tuoi diritti, i passi da compiere e i termini da rispettare. Troverai i riferimenti di legge e le risposte alle domande più comuni, prima di scegliere la guida specifica che fa per te.
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Dimissioni per giusta causa: cosa dice la legge?
Le dimissioni per giusta causa sono l'atto con cui interrompi il rapporto di lavoro in modo immediato, senza preavviso, a causa di un comportamento del datore di lavoro talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto. Il riferimento principale è l'articolo 2119 del Codice civile, che ti riconosce anche il diritto a ricevere un'indennità sostitutiva del preavviso.
Questa forma di dimissioni, a differenza di quelle volontarie, è considerata una perdita involontaria del lavoro e dà quindi accesso all'indennità di disoccupazione NASpI, come previsto dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22.
I motivi che possono costituire una giusta causa sono diversi e includono, per esempio, il mancato pagamento dello stipendio per più mensilità, il mobbing, il demansionamento, il trasferimento illegittimo o la mancata tutela della tua salute e sicurezza sul lavoro. La procedura corretta prevede l'invio delle dimissioni in via telematica tramite il portale del Ministero del Lavoro.
Quali sono i termini da rispettare in caso di dimissioni?
Quando ci si dimette per giusta causa, è fondamentale conoscere alcune scadenze per non perdere i propri diritti. I termini principali sono:
- Domanda di NASpI: hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto per presentare la domanda all'INPS, secondo l'articolo 6 del decreto legislativo 22/2015.
- Richiesta di crediti da lavoro: se il datore di lavoro non paga l'indennità sostitutiva del preavviso, il TFR o altre somme a te dovute, hai 5 anni di tempo per richiederle in via giudiziale, come stabilisce l'articolo 2948 del Codice civile.
- Convalida delle dimissioni: se rientri in categorie protette – per esempio durante la gravidanza o per chi ha figli piccoli – le dimissioni sono efficaci solo dopo la convalida da parte dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, come previsto dall'articolo 55 del decreto legislativo 151/2001.
Quando serve un avvocato per le dimissioni per giusta causa?
Parlare con un avvocato è una scelta utile in diverse circostanze. Anzitutto, per avere la certezza che la tua situazione configuri davvero una giusta causa: una valutazione sbagliata potrebbe costarti il diritto alla NASpI e l'obbligo di pagare al datore l'indennità di mancato preavviso.
L'assistenza di un legale diventa poi cruciale se il datore di lavoro contesta i motivi delle tue dimissioni, rifiutandosi di pagare quanto ti spetta, o se l'INPS respinge la tua domanda di disoccupazione. Un avvocato può aiutarti a far valere i tuoi diritti, inviando una lettera di diffida o avviando un'azione legale.
Se ritieni di trovarti in una di queste situazioni e vuoi un parere legale, puoi cliccare il bottone che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in dimissioni per giusta causa.