Questa guida spiega come si calcola e quando spetta l'indennità per il mancato preavviso da parte del datore di lavoro. È utile per i lavoratori licenziati senza il preavviso previsto dal contratto.
Se il rapporto si chiude senza far lavorare il preavviso, l’importo che sostituisce quei giorni può fare una grande differenza su busta paga, contributi e NASpI. Qui trovi il quadro essenziale per capire quando l’indennità spetta, come si calcola e quali passi fare entro i termini.
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Cosa prevede la legge sull’indennità di mancato preavviso?
L’indennità sostitutiva è dovuta quando il rapporto a tempo indeterminato si interrompe con effetto immediato senza preavviso, come previsto dall’articolo 2118 del Codice civile.
Nessun preavviso è dovuto se il recesso avviene per giusta causa, secondo l’articolo 2119 del Codice civile.
L’importo equivale alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo di preavviso, determinata sulla base della retribuzione effettiva e degli elementi continuativi, secondo l’articolo 2121 del Codice civile. I giorni o i mesi di riferimento del preavviso dipendono dal CCNL e dall’anzianità.
Ai fini previdenziali, rientra di regola nella retribuzione imponibile secondo l’articolo 12 della legge 153/1969.
Quali termini non perdere per tutelare l’indennità?
- Entro 60 giorni devi impugnare il licenziamento, anche tramite una lettera semplice, secondo l’articolo 6 della legge 604/1966.
- Entro i successivi 180 giorni, dopo l’impugnazione, devi depositare il ricorso al tribunale o chiedere la conciliazione o l’arbitrato, sempre in base all’articolo 6 della legge 604/1966.
- Entro 5 anni puoi chiedere giudizialmente il pagamento dell’indennità sostitutiva non corrisposta, termine di prescrizione delle indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro previsto dall’articolo 2948 numero 5 del Codice civile. Il termine decorre, in genere, dalla cessazione del rapporto o dalla data in cui l’indennità avrebbe dovuto essere pagata.
Quando conviene parlare con un avvocato per l’indennità di mancato preavviso?
- Se nella lettera di recesso si parla di giusta causa ma i fatti non la integrano.
- Se occorre verificare che la base di calcolo includa tutte le voci continuative previste, secondo l’articolo 2121 del Codice civile.
- Se il CCNL di categoria prevede regole particolari su periodi e voci utili, ad esempio per dirigenti, scuola o enti locali.
- Se il rapporto è di agenzia e bisogna verificare come quantificare l’indennità sulle provvigioni e sugli accordi applicabili.
- Se l’indennità non è stata pagata e occorre coordinare i termini di impugnazione del licenziamento con la prescrizione del credito.
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