Questa guida spiega la procedura per lasciare volontariamente il lavoro, dalla comunicazione telematica al rispetto del preavviso. È utile a chi ha deciso di cambiare impiego e vuole chiudere il rapporto in modo corretto.
Qui trovi in sintesi come funziona davvero lasciare un lavoro in modo valido: dalla procedura online alle regole sul preavviso, dai casi in cui è possibile revocare alla convalida per genitori con figli piccoli. In pochi minuti puoi orientarti e poi scegliere la guida più adatta al tuo caso.
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Cosa prevede la legge sulle dimissioni volontarie?
Il recesso del lavoratore è ammesso con preavviso secondo l’articolo 2118 del Codice civile. La durata del preavviso è fissata dal CCNL applicato. Se il preavviso non viene rispettato, è dovuta al datore l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato, sempre ai sensi dell’articolo 2118.
Il recesso senza preavviso è possibile solo per giusta causa, quando si verifica una causa che non consente la prosecuzione anche provvisoria del rapporto, come stabilito dall’articolo 2119 del Codice civile.
Dal 2016 le dimissioni e la risoluzione consensuale, per essere efficaci, devono essere inviate con il modulo telematico tramite il portale indicato dalla legge o per il tramite dei soggetti abilitati previsti dalla norma. Ogni altra forma è inefficace. Lo dispone l’articolo 26 del decreto legislativo 151/2015, che consente anche la revoca con le stesse modalità.
Per la lavoratrice madre e per il lavoratore padre che si dimettono entro i primi tre anni di vita del figlio, le dimissioni hanno effetto solo se convalidate dall’Ispettorato territoriale del lavoro, secondo l’articolo 55 del decreto legislativo 151/2001.
Durante il periodo di prova ciascuna parte può recedere senza preavviso e senza indennità, come prevede l’articolo 2096 del Codice civile.
Dimissioni volontarie, quali termini rispettare?
- Rispettare il periodo di preavviso stabilito dal CCNL applicato, come richiesto dall’articolo 2118 del Codice civile.
- Entro 7 giorni dalla trasmissione del modulo puoi revocare le dimissioni, secondo l’articolo 26 del decreto legislativo 151/2015.
- Durante il periodo di prova non è dovuto alcun preavviso, in base all’articolo 2096 del Codice civile.
- Se spetta la NASpI per un evento che dà diritto all’indennità di disoccupazione, entro 68 giorni dalla cessazione devi presentare domanda, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 22/2015.
- Se la lavoratrice madre o il lavoratore padre si dimettono entro i primi tre anni del figlio, le dimissioni producono effetti solo dopo la convalida dell’Ispettorato, per l’articolo 55 del decreto legislativo 151/2001.
Quando può servire un avvocato per le dimissioni volontarie?
Quando occorre gestire la data di decorrenza insieme al datore e valutare l’esonero dal preavviso o l’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 2118.
Se il datore rifiuta l’efficacia delle dimissioni telematiche, contesta la data indicata o registra assenze ingiustificate, per tutelare retribuzioni e TFR.
In presenza di errori nel modulo telematico, decorrenze sbagliate o necessità di revocare entro i 7 giorni dell’articolo 26 del decreto legislativo 151/2015.
Per le convalide all’Ispettorato in caso di maternità o paternità, o se emergono pressioni, minacce o vizi del consenso che potrebbero rendere impugnabili le dimissioni.
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Fonti: normattiva.it/articolo-2118-codice-civile/ · normattiva.it/articolo-2119-codice-civile/ · normattiva.it/articolo-26-decreto-legislativo-151-2015/ · normattiva.it/articolo-55-decreto-legislativo-151-2001/ · normattiva.it/articolo-2096-codice-civile/ · normattiva.it/articolo-6-decreto-legislativo-22-2015/