Questa guida spiega il diritto alla disoccupazione quando il rapporto finisce per licenziamento, anche disciplinare o per giusta causa, e i tempi per presentare la domanda. È utile a chi ha appena perso il lavoro e vuole sapere se e quando può chiedere la NASpI.
Se hai appena ricevuto la lettera di licenziamento, disciplinare, per giusta causa o per motivi economici, qui trovi come funziona il diritto alla NASpI in ogni situazione: cosa prevede la legge, quando la domanda va presentata e quando conviene chiedere un parere legale prima di agire.
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Cosa dice la legge sulla NASpI dopo un licenziamento?
Il licenziamento è l'atto con cui il datore di lavoro pone fine al rapporto di lavoro. Se rispetta il periodo di preavviso, si applica l'articolo 2118 del codice civile; se avviene per una causa che non consente la prosecuzione anche provvisoria del rapporto, si applica l'articolo 2119 del codice civile, che permette il recesso senza preavviso.
In entrambi i casi, e anche nel licenziamento disciplinare, la cessazione del rapporto resta involontaria dal punto di vista di chi lavora. La NASpI è la prestazione per la disoccupazione involontaria che richiede requisiti contributivi e lo stato di disoccupazione, come indicato dalla pagina INPS sulla NASpI.
Il licenziamento va comunicato per iscritto e motivato; solo con il licenziamento disciplinare il datore deve seguire in più un procedimento di contestazione prima di decidere la sanzione.
Quali termini non puoi perdere dopo il licenziamento?
- Entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto devi presentare la domanda di NASpI all'INPS, secondo l'articolo 6 del decreto legislativo 22/2015: oltre questo termine perdi il diritto alla prestazione.
- Entro 60 giorni dalla ricezione della lettera di licenziamento puoi impugnarlo con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, secondo l'articolo 6 della legge 604/1966.
- Entro i successivi 180 giorni devi depositare il ricorso in tribunale o presentare richiesta di conciliazione, sempre secondo lo stesso articolo 6 della legge 604/1966, altrimenti l'impugnazione perde efficacia.
- Se il licenziamento è disciplinare, il datore non può decidere la sanzione prima che siano trascorsi 5 giorni dalla contestazione degli addebiti, secondo l'articolo 7 della legge 300/1970.
Quando conviene parlare con un avvocato?
Conviene farsi assistere quando la lettera di licenziamento non indica un motivo chiaro, quando il licenziamento è avvenuto oralmente, quando l'INPS respinge la domanda di NASpI o ne ritarda il pagamento, o quando non è chiaro se il licenziamento subito rientri tra quelli che danno diritto alla prestazione. Un parere tempestivo evita di far scadere i termini per impugnare il licenziamento o per chiedere la NASpI.
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